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I costi delle rinnovabili spaventano gli italiani che non le scelgono

pubblicato il: - ultima modifica: 11 Aprile 2020

costi delle rinnovabiliGli italiani sono sempre più spaventati dai costi delle rinnovabili e non investono più come prima nella produzione di energia pulita.

La fotografia attuale della produzione di energia verde in Italia è preoccupante. Gli italiani che investono nelle energie rinnovabili sono sempre meno e così i consumatori che decidono di sottoscrivere uno dei contratti green presenti ormai nell’offerta di Enel, di Edison e degli operatori energetici, cala di conseguenza.

Nonostante l’obiettivo primario di ogni consumatore sia quello di spendere meno per luce e gas, pare che per i cittadini italiani risparmiare con la produzione autonoma di energia pulita sia poco conveniente, per via dei costi degli impianti e del risparmio che è dilatato sul lungo periodo. Installando, per esempio, un impianto di pannelli fotovoltaici sul tetto di casa, è possibile non solo produrre energia pulita ed evitare le emissioni di CO2 nell’ambiente, ma produrre energia in modo autonomo, così da non dover pagare il servizio di erogazione energetica a un operatore esterno.

L’Osservatorio SuperMoney, portale di confronto tariffe online, ha effettuato una ricerca in merito al consumo energetico scelto dagli italiani e ha rilevato che da marzo 2012 a marzo 2013, la percentuale di italiani che ha preferito un impianto del genere (in generale che ha scelto di consumare green), è scesa del 3%, dal 12% al 9% nell’arco di un solo anno.

Come commenta l’Amministratore Delegato SuperMoney, Andrea Manfredi “Probabilmente è uno dei tanti effetti della crisi sul budget delle famiglie. La fornitura verde costa un po’ di più e, per questo motivo, può apparire superflua. Peccato che, in questo caso, si tratti di un timore forse eccessivo: con un rapido sguardo ai prezzi, ci si accorgerebbe che la spesa per una tariffa ecologica oggi è minore rispetto a febbraio 2013”.

Il paradosso di questi dati, infatti, risiede nell’inversione di tendenza che si sta attuando: proprio nel momento in cui i costi dell’energia rinnovabile stanno diminuendo, diminuisce anche la gente che decide di sceglierlo e quindi di risparmiare. Dando uno sguardo alla variazione dei prezzi, l’energia rinnovabile nel 2012 costava circa 15 centesimi di euro in più al giorno rispetto ai costi dell’energia tradizionale; adesso, invece, costa dai 9 ai 12 centesimi al giorno in più, per cui è evidente come la convenienza ci sia.

Forse la clausola del risparmio a lungo termine fa titubare i consumatori italiani e li allontana dall’investire una somma significativa di denaro in un progetto come quello delle energie pulite che è sempre più un’esigenza; fatto sta che la situazione rimane questa, almeno per ora.

“In poche parole, essere ecologici è un sacrificio che costa meno rispetto a qualche mese fa” continua l’AD di SuperMoney Manfredi “Il mercato è sempre più veloce nel soddisfare la nuova e accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori italiani, al punto da rendere queste tariffe sempre più competitive anche sul prezzo. Il trend proseguirà verosimilmente nella stessa direzione, dunque appare lecito chiedersi: se a febbraio il 12% degli utenti avrebbe speso fino a 15 centesimi in più al giorno per una fornitura ecologica, perché rinunciare a questa scelta ora che ne basterebbero ancora meno?”.

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