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Qualità dell’aria: accordo per azioni congiunte regionali al Nord

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020

pollutionL’aria non conosce confini. Per questo l’impegno per garantirne la qualità deve andare oltre i perimetri che delimitano singole le amministrazioni regionali.

È questo il senso dell’accordo firmato a Milano tra le Regioni del Nord Italia e i ministeri all’ambiente, allo sviluppo economico, alle infrastrutture e trasporti, alle politiche agricole e alla salute.

Tra i vari impegni si prevede, in particolare che tutti i contributi, anche dello Stato, destinati all’efficienza energetica e alla produzione di energia da biomasse vengano elargiti sulla base di criteri che tengano in considerazione anche la qualità dell’aria.

L’accordo è frutto di un percorso intrapreso nel 2005 quando la difficoltà di ottemperare agli ambiziosi obiettivi introdotti dalla normativa comunitaria in termini di valori limite per le polveri sottili (PM10) e il biossido di azoto portò le Regioni del nord Italia a istituire un tavolo tecnico di confronto per individuare i principali settori in cui intervenire in maniera coordinata e congiunta al fine di ridurre le emissioni inquinati.

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L’area geografica compresa tra la catena Alpina, l’Appennino settentrionale e il mare Adriatico, denominata bacino del Po, rappresenta infatti un bacino aerologico con condizioni simili dal punto di vista morfologico e climatico ed è caratterizzata da un’alta concentrazione di traffico, attività produttive, insediamenti e popolazione e da condizioni meteorologiche ricorrenti che favoriscono la stagnazione degli inquinanti.

In particolare le condizioni orografiche e meteoclimatiche del Bacino Padano rappresentano una specificità all’interno del territorio italiano in relazione alla scarsità dei venti, alle condizioni di stabilità atmosferica e all’instaurarsi di frequenti situazioni di inversione termica, fenomeni che interagiscono fortemente con i meccanismi di formazione e di rimozione degli inquinanti atmosferici.

Partendo da questa consapevolezza, già nel 2007 venne sottoscritto un accordo di programma tra le Regioni e Province autonome del Bacino Padano con l’obiettivo di definire e intraprendere azioni coordinate, rese sintoniche e quanto più possibile omogenee per prevenire e ridurre l’inquinamento atmosferico, fatte salve le specificità dei singoli contesti territoriali.

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A partire da queste prime collaborazioni tra Regioni che pure hanno avuto importanti ricadute positive, è maturata negli anni l’esigenza di un coinvolgimento diretto dello Stato affinchè riconoscesse le particolari condizioni del Bacino Padano e le portasse all’attenzione della Commissione europea, al fine di attuare un comune impegno per la qualità dell’aria che superi la logica delle sanzioni.

Infatti i numerosi interventi messi in atto a livello locale negli ultimi anni, con investimento di ingenti risorse, sebbene da un lato abbiano consentito di intraprendere un percorso di miglioramento della qualità dell’aria, dall’altro non sono risultati sufficienti per garantire il rispetto dei valori limite previsti dalla normativa comunitaria.

L’accordo rappresenta dunque un passo molto importante poiché con esso il Governo si assume l’impegno di avviare una seria attività finalizzata all’aggiornamento della normativa e all’individuazione di nuovi regolamenti in tutti i settori maggiormente implicati con la produzione di emissioni inquinanti. In particolare verranno istituiti nei prossimi mesi, presso i suddetti Ministeri, diversi gruppi di lavoro, con la partecipazione diretta dei tecnici delle Regioni e Province firmatarie, per l’individuazione di nuovi interventi e strumenti normativi nei seguenti settori emissivi: combustione delle biomasse, trasporto merci e passeggeri, riscaldamento civile, industria e produzione di energia, agricoltura.

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Tra i vari impegni si prevede, in particolare che, entro breve, tutti i contributi, anche dello Stato, destinati all’efficienza energetica e produzione di energia da biomasse vengano elargiti sulla base di criteri che tengano in considerazione anche la qualità dell’aria.

Per quanto riguarda il settore dei trasporti verranno elaborate proposte per limitare gli impatti derivanti dalle velocità dei veicoli nelle vicinanze di autostrade e grandi arterie, per una nuova regolamentazione della circolazione dei veicoli, e per la diffusione di veicoli elettrici o alimentati con combustibili ecologici.

Infine, in riferimento al settore agricolo saranno regolamentate le pratiche di spandimento dei reflui e dei concimi per ridurre le emissioni in atmosfera derivanti da queste attività.

Oltre a garantire il supporto tecnico per la predisposizione delle nuove direttive, le Regioni e le Province autonome si assumono l’impegno di recepire nei rispettivi Piani di tutela della qualità dell’aria i provvedimenti e le misure di attuazione dei decreti, delle linee guida e delle proposte che saranno di volta in volta approvate a livello statale. Sono previste inoltre attività di sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini sui temi di tutela della qualità dell’aria per la diffusione di buone pratiche e comportamenti in grado di concorrere al raggiungimento degli obiettivi dell’accordo.

L’impegno che anche la Provincia di Trento si è assunta, dunque, è su più fronti e andrà a coinvolgere, nel breve, medio o lungo termine, molte attività che si svolgono sul proprio territorio, a partire da quelle produttive per arrivare a comprendere, però, anche quelle che quotidianamente ognuno di noi si trova a compiere: dagli spostamenti sulle vie di comunicazione alla gestione del riscaldamento nella propria abitazione.

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