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Rifiuti elettronici, le buone pratiche per smaltirli correttamente

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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rifiuti-elettronici-raeeRifiuti elettronici, i cosiddetti RAEE, vanno eliminati in modo corretto; ecco alcuni consigli e buone pratiche, direttamente dal consorzio nazionale per la loro gestione, su come smaltire le apparecchiature elettriche ed elettroniche non funzionanti o diventate ormai vecchie.

Anno nuovo, vita nuova… anche per le apparecchiature elettroniche, che spesso diventano rifiuti elettronici soprattutto dopo un periodo come quello dei regali natalizi.

Infatti, davanti al nuovo televisore che è stato trovato sotto l’albero, si pone il problema di dove poter mettere il vecchio apparecchio che magari funziona male o non funziona più del tutto; così anche per il frullatore che ha sostituito quello rotto o lo smartphone di ultima generazione che ha preso il posto del vecchio cellulare.

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La questione dei rifiuti elettronici è di stretta attualità. Ma dove mettere i RAEE? Ecolight, il consorzio nazionale che si occupa della gestione dei rifiuti elettronici e delle pile, propone un vademecum con tre semplici regole per smaltire correttamente i RAEE preservando così l’ambiente.

“È bene non dimenticare che i RAEE sono rifiuti speciali il cui conferimento è regolamentato dalla legge. Inoltre, da un loro corretto trattamento è possibile ricavare importanti materie prime seconde, come plastica, vetro e metalli, che possono essere utilizzate nella creazione di nuovi prodotti” premette Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight.

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Quindi, dove mettere i RAEE? Innanzitutto portarli in una delle 3.648 isole ecologiche attrezzate per la raccolta differenziata dei RAEE.

Il rifiuto elettronico dovrà essere messo nel cassone giusto: R1 per i frigoriferi; R2 per le lavatrici e i forni; R3 per i televisori e i monitor; R4 per i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo; R5 per le sorgenti luminose neon e a risparmio energetico.

Nel caso di acquisto di una nuova apparecchiatura in sostituzione di una equivalente non più funzionante, è possibile lasciare quella vecchia direttamente in negozio al momento dell’acquisto.

Secondo quanto previsto dal DM 65/2010 Uno contro Uno, il conferimento è gratuito per il consumatore, semplicemente compilando una scheda di consegna. Il ritiro gratuito è previsto anche con la consegna al domicilio della nuova apparecchiatura elettronica.

Le imprese e i liberi professionisti, possono affidarsi al servizio di raccolta di Ecolight contattando direttamente il consorzio. Il servizio Fai Spazio è dedicato alla gestione dei rifiuti professionali e viene svolto su tutto il territorio nazionale e per ogni tipo di quantitativo. A queste tre possibilità, Ecolight ne aggiunge poi una quarta.

“Nella zona di Bologna è attiva la sperimentazione del progetto europeo Identis WEEE realizzato dalla multiutility Hera, da Ecolight e dalla fondazione spagnola Ecolum” ricorda Dezio “I cassonetti intelligenti RAEEshop sono stati posizionati al parco commerciale Meraville di Bologna in via Tito Carnacini (nei presso del punto vendita MediaWorld, al parco commerciale Navile di Bologna in via Colombo e al Leroy Merlin in via De Curis a Casalecchio di Reno (Bo). Accedendo con la tessera sanitaria o la tessera Hera è possibile conferire gratuitamente i propri RAEE di piccole dimensioni”.

È stato stimato che in Italia nel 2012 siano stati prodotti oltre un milione di tonnellate di RAEE, quasi 18 kg per abitante (fonte Solving the e-waste problem dell’Onu). Secondo questi dati, meno di tre RAEE su dieci hanno però seguito una corretta gestione: la raccolta infatti negli ultimi anni si è attestata intorno ai 4 kg pro capite; ben lontani sono gli obiettivi di raccolta stabiliti dalla nuova direttiva comunitaria, circa 12 kg/abitante, indicati per il 2019.

Conclude il direttore generale di Ecolight “Un piccolo sforzo può dare molto all’ambiente: in media i RAEE, dalle lavatrici alle aspirapolvere fino alle lampadine a risparmio energetico, sono riciclabili per oltre il 90 per cento del loro peso. Non sono quindi un rifiuto, ma rappresentano una risorsa che deve seguire la corretta strada di raccolta e trattamento”.

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