L’articolo è stato pubblicato sul portale dell’Unione Nazionale Consumatori e può essere consultato integralmente qui Energia: in due anni 2,8 miliardi di euro di gettito dalla Robin Hood Tax

A evidenziarlo è la Relazione annuale sull’attività di vigilanza svolta nel 2013 dall’Autorità per l’energia sul divieto di traslazione della maggiorazione Ires sui prezzi al consumo.
Dal rapporto, il sesto inviato al Parlamento dall’Autorità dopo l’introduzione della Robin Hood Tax nel 2008, emerge la progressiva diminuzione, a seguito di diversi interventi normativi, del numero di operatori vigilati dai 552 del 2009 ai 386 nel 2012 (i dati relativi all’esercizio 2010 sono acquisiti e validati entro l’anno successivo per vincoli tecnici di disponibilità di bilanci.
Le analisi quindi non possono partire prima dell’inizio del 2012. Nel 2013 sono state chiuse tutte le attività relative al 2010, e ci si è concentrati sull’esercizio 2011 che si chiuderà nel 2014, mentre si avviano le analisi sul 2012.
Il compito affidato all’Autorità è quindi legato alle tempistiche relative agli adempimenti di tipo fiscale e l’attività di vigilanza è condizionata da quelle scadenze fiscali che comportano il differimento, di oltre un anno, delle verifiche sul rispetto del divieto di traslazione della RHT), mentre dall’esercizio 2013 il DL 101/13 ha previsto accertamenti a campione sulle imprese con fatturato superiore a 482 milioni di euro, c.d. soglia antitrust, confermando però il divieto di traslazione per tutti i soggetti incisi dalla maggiorazione (gli orientamenti dell’Autorità per l’accertamento a campione e le proposte di modifica agli adempimenti sono illustrati in un recente documento per la consultazione – DCO 601/2013/E/RHT).












