Home News Sicurezza alimentare: il cibo non va sprecato, soprattutto se è sano

Sicurezza alimentare: il cibo non va sprecato, soprattutto se è sano

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La prima giornata di prevenzione dello spreco alimentare, domani 5 febbraio, la vogliamo festeggiare con un approfondimento sulla sicurezza alimentare intesa anche come disponibilità per le future generazioni.

Perché siamo convinti che solo attuando un sempre più consapevole processo informativo sugli alimenti si possa dare il via a un nuovo approccio al cibo più corretto perché incentrato sul concetto di bene prezioso, salubre e vitale in tutti i sensi.

Per questo diamo voce alla pubblicazione Sicurezza Alimentare: per un cibo più sano, sicuro e sufficiente redatta dal Parco Tecnologico Padano nel contesto del progetto FoodInnova, realizzato con il contributo della Fondazione Banca Popolare di Lodi.

La pubblicazione giunge a un’auspicabile conclusione: è necessario, si legge, che Università, Centri di Ricerca, Istituzioni e operatori del settore facciano fronte comune, per dare una risposta chiara alla domanda su quale contributo la tradizione agroalimentare italiana intende offrire per garantire cibo sano, sicuro e sufficiente a un pianeta che cresce.

Il testo è stato redatto sotto la supervisione scientifica di Francesco Salamini, Presidente Comitato Scientifico Internazionale PTP, John Williams, Direttore Scientifico Parco Tecnologico Padano, Giuseppe Aglialoro, Ordinario Diritto Privato Università Carlo Cattaneo LIUC.

“Con quest’opera” spiega Luigi Tarenzi, consigliere delegato del Parco Tecnologico Padano di Lodi “abbiamo voluto offrire il nostro contributo al dibattito in corso, coinvolgendo l’Università, i centri di controllo, gli organi di certificazione, le associazioni di categoria, i giuristi e anche Expo2015, che su questo tema universale ha visto Milano costruire la sua vittoria. Lo abbiamo fatto anche raccontando cosa, in questi anni, è uscito dai nostri laboratori e come le innovazioni, in particolare quelle legate alle biotecnologie e allo studio del DNA, possano aiutarci da un lato a garantire ogni giorno un cibo sano, sicuro e sufficiente e dall’altro a migliorare la competitività del nostro settore agroalimentare”.

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