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Calcolare le emissioni di CO2 dei prodotti di largo consumo

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Esiste un programma nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale, ovvero delle emissioni di CO2, nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo; il progetto è co-finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e vede in tutta Italia diversi produttori impegnarsi a calcolare le emissioni di CO2 e a individuare misure di riduzione lungo tutta la filiera alimentare dei loro prodotti.

È il caso di Abafoods, azienda che opera nel mondo nella produzione di bevande vegetali biologiche, che segna un importante impegno nel campo della sostenibilità: l’azienda veneta, nota per il marchio della distribuzione specializzata Isola Bio, partecipa infatti a un bando del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per un progetto finalizzato a calcolare l’impronta di carbonio (carbon footprint) lungo tutte le fasi del ciclo di vita di alcuni dei suoi prodotti di punta; e così le bevande b saranno l’oggetto dell’analisi.

L’impegno assunto con il progetto che è risultato idoneo ai fini dell’ammissione al bando è infatti quello di calcolare e individuare misure per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera in modo concreto. Il bando pubblico a cui partecipa Abafoods è parte del programma per la valutazione ambientale del Ministero dell’Ambiente che a oggi coinvolge più di 200 soggetti, tra aziende, comuni e università. L’iniziativa intende individuare procedure di carbon management, sostenere l’attuazione di tecnologie a basse emissioni nei processi di produzione e nell’intero ciclo di vita dei prodotti/servizi.

“Isola Bio” commenta Almut Steinhusen, presidente di Abafoods “è tutto ciò che è naturalmente semplice, privo di costrizioni, libero di seguire i ritmi che la terra stessa ci suggerisce. La semplicità della formulazione e l’origine controllata degli ingredienti rappresentano i valori aggiunti del marchio. In tutti questi anni abbiamo mantenuto saldi i nostri principi, siamo certi che ogni nostro piccolo gesto possa influire non solo sul nostro benessere, ma anche su quello del pianeta, e crediamo anche che la qualità del lavoro coincida con la qualità dei nostri prodotti. Ecco perché, grazie a questo bando, realizzeremo alcune attività mirate: selezione della metodologia da applicare per il calcolo delle emissioni connesse al ciclo di vita dei prodotti; individuazione, in base ai risultati della fase precedente, di misure e azioni finalizzate alla riduzione delle emissioni di carbonio valutandone i costi/benefici; individuazione di possibili misure e politiche per la neutralizzazione dell’impronta di carbonio”.

Per misurare la carbon footprint dei quattro prodotti oggetto di studio, saranno presi in considerazione la lavorazione, l’impiego e la produzione di materie prime, la fornitura e il trasporto delle stesse, la produzione, la distribuzione e la vendita dei prodotti, ma anche i sistemi di trasporto e gli usi dei prodotti, nonché la gestione del fine vita del prodotto . Per il calcolo dell’impronta di carbonio sarà messa a punto un’idonea metodologia basata sulle procedure standardizzate e riconosciute a livello internazionale (in particolare WRI/WBCSD GHG Protocol).

A conclusione della fase iniziale, sarà disponibile un inventario delle emissioni di gas a effetto serra generate dalla filiera produttiva e dalle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti selezionati. Nella fase successiva, verranno studiate e individuate le misure e le azioni finalizzate alla riduzione delle emissioni di carbonio, che potranno comprendere anche interventi di miglioramento dell’efficienza delle strutture esistenti con tecnologie innovative, nonché interventi sull’infrastruttura energetica dell’azienda.

Infine si procederà con l’individuazione delle possibili misure per la neutralizzazione dell’impronta, con la redazione di un piano per la compensazione delle emissioni che non è stato possibile o non sarà possibile abbattere in seguito alle misure e azioni individuati nella seconda fase.

“Abbiamo deciso di misurare in maniera scientifica le nostre emissioni in termini di gas serra visto che è uno dei temi più sensibili per il nostro consumatore sempre molto attento alle tematiche ambientali” continua Almut Steinhusen “Grazie a questo progetto saremo in grado di intervenire nel nostro processo produttivo e migliorare alcuni passaggi riducendo così le emissioni totali, ottenendo un risultato ambientale concreto. Abafoods, infatti, vuole intervenire nel tempo e correggere comportamenti sbagliati creando una cultura di vera sensibilità ambientale”.

L’aggiudicazione del bando sarà accompagnata da un’intensa attività di comunicazione importante, perché rivolta al mercato e al consumatore, pensata per esaltare la vocazione green presente nella mission di Abafoods e il suo più recente traguardo, celebrato anche attraverso un apposito e nuovissimo packaging che diventerà anche leit-motiv di questo progetto.

“Siamo sicuri che il nostro consumatore è felice di acquistare e portare in tavola prodotti biologici prodotti con materie prime derivanti da agricoltura biologica” conclude la dottoressa Steinhusen “ma anche di sapere che l’azienda si è dimostrata sensibile e attenta nella salvaguardia dell’ambiente. Al contrario, vogliamo intraprendere assieme ai nostri consumatori un percorso, che inizia sempre da quelle tre parole, Life is Natural, che rappresentano il nucleo della filosofia Isola Bio”.

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