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Ristrutturare casa con un mutuo e risparmiare sfruttando gli ecobonus

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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prestiti ristrutturazione casaEcco come sfruttare gli ecobonus statali per ristrutturare casa e recuperare parte del mutuo acceso per pagare i lavori. Per quanto un edificio sia stato preservato nel migliore dei modi, può avvenire che si renda necessario ristrutturarlo o attuare dei lavori di riqualifica di alcune sue parti in modo da renderlo più funzionale.

Poiché questo tipo di spese non sono sempre preventivate, non è da escludere che sia necessario richiedere il sostegno di un ente creditizio e, nel fare ciò, è sempre bene documentarsi prima su tutte le scelte possibili ed effettuare un calcolo della rata del mutuo che si dovrà affrontare, per rendersi conto se sarà possibile corrispondervi in seguito. Scegliere il miglior mutuo, infatti, significa trovare la soluzione che si adegua maggiormente alle nostre possibilità economiche e alle nostre abitudini di consumo e che non ci faccia rischiare di contrarre debiti con la banca per via di rate troppo alte da pagare.

Oltretutto, con la riconferma degli ecobonus statali per la ristrutturazione della casa, è possibile dichiarare questo tipo di lavori nella dichiarazione dei redditi e di averli rimborsati fino al 50%, rientrando con parte delle spese del mutuo. Il primo limite degli ecobonus, comunque, è quello di essere validi solo se i lavori effettuati per la ristrutturazione della casa (o per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi) hanno l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica dell’immobile.

Questo, però, non è l’unico limite ed è il caso di conoscere quali siano i casi in cui gli incentivi degli ecobonus possono essere sfruttati, prima di intraprendere i lavori e, soprattutto, prima di chiedere un mutuo alla banca. Come prima cosa, le detrazioni del 50% non sono valide per lavori di manutenzione ordinari: ma cosa si intende con ordinari? Come si legge dall’ultimo aggiornamento che l’Agenzia delle Entrate ha apportato alla guida sugli ecobonus, si intendono interventi di manutenzione ordinaria le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage.

Le detrazioni sono valide se gli interventi di ristrutturazione riguardano il condominio ma solo alcune parti comuni come le fondazioni dell’edificio, i muti maestri, le scale, i portoni di ingresso, il suolo in cui sorge il palazzo, i portici, i cortili, i tetti, i lastrici solari, i vestiboli, i locali della portineria e l’alloggio del portiere, i pozzi, le cisterne, le fognature, gli ascensori e tutte le parti dell’edificio che sono di uso comune.

È possibile richiedere il bonus anche per lavori su immobili residenziali ma con uso promiscuo ovvero che sono utilizzati per abitazione e per attività economica: essendo un uso misto, il bonus comunque viene dimezzato. E se si acquista un box auto? Anche in questo caso è possibile chiedere il 50% di rimborso ma è necessario che il box abbia un vincolo di pertinenza con l’abitazione. Anche i costi di progettazione dei lavori di ristrutturazione possono subire le agevolazioni del bonus: le spese per le prestazioni professionali, l’acquisto dei materiali, l’Iva, l’imposta di bollo e i diritti per le concessioni, le denunce di inizio lavori e gli oneri di urbanizzazione sono tutte voci che possono essere riportate nella dichiarazione dei redditi per ottenere il 50% del rimborso.

Nel caso in cui, poi, le spese fossero state effettuate da più persone, sarà necessario riportare il bonifico con il codice fiscale di tutti i contribuenti. Oltre a questi dati, comunque, il bonifico deve riportare la causale del versamento e deve indicare la norma, ovvero articolo 16-bis del Dpr 917/1986 e il codice fiscale e la partita iva di chi ha effettuato i lavori (il destinatario del bonifico). Ma le agevolazioni non riguardano solo i proprietari degli immobili: anche un semplice inquilino può accedere al bonus se risulta lui il mittente del bonifico e anche se lascia l’immobile, non perde il diritto al rimborso.

Gli incentivi valgono anche per l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici di ultima generazione (ad alta efficienza energetica) ma per poterne usufruire è necessario che si siano effettuate almeno le spese iniziali per i lavori di ristrutturazione e che questi siano almeno iniziati. Ovviamente sarà possibile richiederli anche per l’acquisto di mobili e elettrodomestici che non siano destinati ad arredare la stessa stanza (i sanitari del bagno e il frigorifero).

L’accesso al bonus mobili, poi, è garantito anche se si paga con carte di credito o di debito; non è consentito, invece, se si paga con assegni o contanti. Al contrario, per accedere al bonus per i lavori di ristrutturazione della casa è necessario che siano stati pagati esclusivamente con un bonifico postale o bancario, purché sia parlante, ovvero riporti tutte le indicazioni di cui detto prima.

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