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Prestiti, ecco le soluzioni per la riqualificazione energetica

pubblicato il: - ultima modifica: 9 Agosto 2020
prestiti installazione pannelli fotovoltaici

prestiti installazione pannelli fotovoltaiciChiedere prestiti per rispondere agli appelli green e ristrutturare case e uffici all’insegna dell’efficienza energetica: cresce la loro richiesta nel 2013.

La crescita esponenziale degli importi delle bollette legate al consumo di energia ha portato gli italiani a interrogarsi sulle possibili soluzioni per arginare il problema ed evitare un ulteriore sperpero di soldi.

Accanto ai piccoli accorgimenti per ridurre gli sprechi, indubbiamente utili, è però necessario attuare una strategia risolutiva che si ponga come determinante allo scopo di risparmiare: questa può riassumersi nella scelta di intervenire sulla propria abitazione riqualificandone gli impianti e migliorandone il funzionamento energetico.

Si tratta di interventi che, sulle prime, comportano una spesa non indifferente e possono implicare la ricerca dei prestiti più vantaggiosi per entrare in possesso della liquidità necessaria per avviarli, ma sul lungo periodo portano un effettivo risparmio e garantiscono un approccio più attento all’ambiente.

Una ricerca condotta dal Cresme ci informa dello stato di salute green del nostro Paese con dati capaci di lasciarci allibiti sull’arretratezza delle strutture in cui ancora oggi abitiamo e lavoriamo: si stima che nel 2013 siano ancora metà gli edifici pubblici costruiti più di 70 anni fa e il 33% sarebbero le scuole sul suolo italiano che hanno un’età superiore ai 50 anni. Si tratta di strutture con vetri singoli, e attrezzature che di certo anni fa non pensavano di dover essere sostituite a casa del dispendio energetico si cui oggi sono considerate colpevoli.

Ma i dati presentati al convegno Ri.u.so 03, promosso da Legambiente, Ance e Consiglio Nazionale Architetti, puntano il dito sul dispendio di energia che si fa in Italia: si calcolano costi pari a 644 milioni di euro nei 137mila edifici pubblici, 1,3 miliardi di euro di dispendio in 52mila scuole, mentre la palma d’oro dello spreco va agli 11,8 milioni di residenze responsabili di oltre 45,2 miliardi di euro di energia per illuminare e riscaldare gli ambienti.

Eppure, lo Stato aiuterebbe l’efficienza energetica, mettendo a disposizione della causa 19 miliardi di euro (divisi in 14,5 miliardi per ristrutturare e 4,5 miliardi di euro per riqualificare). Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme ha messo l’accento su come l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare esistente sia un imperativo per l’Italia, così come per gli altri Stati membri dell’Ue in presenza di una Direttiva che fissa una serie di obiettivi stringenti.

Bisogna tuttavia affermare che, in un momento in cui, dal 2006 a oggi, gli investimenti nelle nuove costruzioni sono calati di molto (-32% sul valore totale della produzione e -58,7% sugli investimenti in nuove costruzioni), cresce dell’11% circa tutta l’attività volta alla riqualificazione e al recupero degli immobili obsoleti.

In termini monetari dunque si sta su un crollo di circa 34 miliardi di euro per gli investimenti delle nuove costruzioni mentre sale di 8,6 miliardi il valore degli investimenti per riqualificazioni. Su base anno 2013, vediamo come questi ultimi tocchino il 70% del mercato edilizio, se consideriamo anche l’investimento di 7,5 miliardi per fonti rinnovabili d’energia.

Ecco allora che, dai dati illustrati dal Cresme, lo scenario italiano si divide tra obsolescenza delle vecchie costruzioni, un mercato edilizio che crolla per quanto riguarda la produzione, ma che tuttavia può sfruttare il trend green intervenendo in fatto di riqualificazione energetica.

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