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Europa consuma troppa acqua per produrre energia dalle fonti fossili

città: Europa - pubblicato il: - ultima modifica: 23 Marzo 2014

Questo articolo è stato pubblicato dal magazine online Regione&Ambiente e può essere consultato integralmente qui: L’UE consuma troppa acqua per produrre energia da fonti fossili

Alla vigilia dell’approfondimento tematico Acqua ed Energia, scelto dalle Nazioni Unite per celebrare la World Water Day, Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo 2014) per sottolineare la necessità di un uso sostenibile della risorsa nel produrre l’energia, dal Rapporto dell’EWEA emerge che le centrali nucleari, a carbone e a gas dell’Unione europea stanno prelevando tanta acqua quanto quella consumata da 82 milioni di cittadini europei.

Nel corso dell’annuale Conferenza dell’EWEA (European Wind Energy Association), svoltasi a Barcellona dal 10 al 13 marzo 2014, è stato presentato il Rapporto Saving water with wind energy che esamina la quantità di acqua necessaria in Europa per la produzione di energia.

Istituita nel 1992 alla prima Conferenza di Rio sullo Sviluppo Sostenibile per aumentare la consapevolezza sull’importanza di questo bene naturale e sottolineare la necessità che il suo utilizzo avvenga in modo responsabile e sostenibile, la campagna di quest’anno approfondisce i rapporti tra acqua ed energia, beni che sono strettamente interconnessi e fortemente interdipendenti. Le scelte fatte e le azioni intraprese in un ambito possono influenzare notevolmente l’altro, positivamente o negativamente, per cui c’è la necessità di limitare gli impatti negativi e di favorire le opportunità di sinergia.

La comunità internazionale dovrà far fronte alla crescita della domanda di acqua, di cibo e di energia: 3 sfide legate alla crescente scarsità o rarefazione delle disponibilità di questi beni comuni. Alla vigilia del 2015, un anno ricco di alcune importanti scadenze a livello internazionale come la conclusione degli Obiettivi del Millennio, la proposta da parte delle Nazioni Unite della agenda degli obiettivi sostenibili post-2015 e soprattutto l’EXPO 2015 di Milano il cui slogan è Nutrire il mondo, energia per la vita.

In questo contesto l’UE deve fare la sua parte, anche alla luce dell’obiettivo principale della sua politica sulle acque dell’Unione Europea di garantire l’accesso all’acqua di buona qualità in quantità sufficiente per tutti gli europei, e il buono stato di tutti i corpi idrici in tutta Europa. La Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE), infatti, mira a integrare un uso più efficiente dell’acqua nell’ambito più ampio delle politiche europee in materia di energia, trasporti, agricoltura, pesca, turismo.

Dai dati che emergono dal Rapporto dell’EWEA, almeno per quanto concerne l’energia, non sembra che tale obiettivo sia coerentemente perseguito. Nonostante, una parte della popolazione europea sia colpita da scarsità d’acqua e dai periodi di siccità sempre più prolungati per la riduzione delle precipitazioni, con conseguente aumento dei costi economici che negli ultimi 30 anni sono stati stimati in 100 miliardi di euro: il 44% dell’estrazione di acqua in Europa è destinata alla produzione di energia ovvero per far funzionale le centrali nucleari, a carbone e a gas.

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