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Schermature solari per il risparmio energetico fuori dagli ecobonus

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
schermature solari

schermature solariLe schermature solari ottime per il risparmio energetico: evitano il surriscaldamento dell’immobile, ma restano fuori dagli ecobonus.

Effettuare interventi di riqualificazione energetica può essere un buon modo di ridurre i consumi e risparmiare così sulla spesa energetica.

Purtroppo però, si tratta di progetti che hanno un costo iniziale piuttosto alto, spesso responsabile di dissuadere molti consumatori dal realizzarli. Per ovviare a questo problema è possibile richiedere un mutuo finalizzato alla copertura di tali spese.

L’importante è avere cura di confrontare le varie offerte proposte da banche e finanziarie, in modo da trovare un mutuo davvero conveniente e non buttare troppi soldi in dannosi interessi.

Oltretutto, sia che si scelga un prodotto di Mutuo Arancio o uno di Cariparma, è bene sapere che se si decide di ristrutturare la propria casa nell’ottica di un potenziamento energetico volto al rispetto ambientale, si possono sfruttare gli ecobonus, ovvero rimborsi che lo Stato ha messo ha disposizione per lavori di ristrutturazione casa volti all’efficientamento energetico della propria casa.

Non tutto però, è rimborsabile tramite gli ecobonus e prima di affrontare lavori grossi come questi, è bene accertarsi di ciò che prevede la legge e di ciò che rientra nelle spese rimborsabili dagli ecobonus.

Isolare termicamente il nostro immobile tramite le schermature solari potrebbe essere una soluzione per ridurre il consumo e i costi di energia elettrica (useremmo di meno i condizionatori) ma non ci permetterebbe di usufruire degli ecobonus, perché per legge, questo tipo di installazioni rimane fuori dagli incentivi statali.

Le schermature solari, però, oltre a essere gli strumenti più efficaci per isolare termicamente l’appartamento, sono a tutti gli effetti parte integrante delle prestazioni energetiche degli edifici (l’APE, ovvero l’attestato di prestazione energetica richiesta per ogni edificio), e sono regolate dal Decreto Destinazione Italia (legge 9/2014).

Questo, infatti, prevede che queste siano presenti ai fini del rilascio dell’APE, si tiene conto del raffrescamento derivante dalle schermature solari mobili, a condizione che la prestazione energetica delle predette schermature sia di classe 2, come definita nella norma europea EN 14501:2006, o superiore, come si legge dall’articolo 1, comma 8-bis del decreto.

Secondo quanto spiega Abramo Barlassina, il responsabile gruppo tende FederlegnoArredo, queste installazioni sono quindi fondamentali per il risparmio energetico e dovrebbero rientrare nei rimborsi statali “è evidente il contributo delle tende al risparmio energetico. Perché la scelta di una schermatura influenza i consumi estivi intervenendo sulla qualità complessiva degli edifici”.

Come tutte le soluzioni tecnologiche, però, anche queste hanno dei costi che variano in base al tipo di materiale utilizzato: vanno infatti da 300 a 1.200 euro in base al tessuto, alle dimensioni, ai comandi e alle soluzioni di tenuta specifiche per l’edificio.

Le schermature solari, infatti, si dividono in più soluzioni e possono essere fatte di lamelle o di sistemi a schermo e, come afferma lo stesso Barlassina “tutte le soluzioni prediligono comandi automatizzati e integrati nella domotica delle abitazioni così da poter essere regolate direttamente a vetrate chiuse. I sistemi a lamelle consentono sia una raccolta verticale (verso l’alto o il basso) sia una regolazione parziale (inclinazione) che permette di governare i flussi luminosi”.

Che le schermature solari siano fondamentali al risparmio e all’ottimizzazione energetica di un immobile è innegabile e resta da chiarire perché non siano comprese tra le spese rimborsabili dei lavori di ristrutturazione: queste infatti, sono escluse dagli incentivi e come ha commentato Barlassina, non rientrano nel bonus fiscale del 65% per il risparmio energetico, che considera solo interventi che riducono il riscaldamento invernale, né in quello del 50% sulle ristrutturazioni.

Le cosiddette tende sono utili perché evitano che gli ambienti interni si surriscaldino a causa delle radiazioni dirette del sole soprattutto nei periodi estivi, agendo anche da strumento che agevola l’ingresso del sole nei mesi invernali: uno strumento utile da tenere seriamente in considerazione anche da parte degli enti governativi.

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