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Emissioni di CO2: Accredia conclude accredito organismi di controllo

città: Roma - pubblicato il: - ultima modifica: 5 Luglio 2016
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emissioni-co2Emissioni di CO2: Accredia, ente unico nazionale di accredito, ha concluso le procedure di accredito dei 15 organismi di verifica dei gas serra (secondo lo schema del’Unione europea ETS, emission trading scheme) che potranno cominciare a verificare le emissioni delle aziende italiane che, operando in alcuni delicati settori produttivi come quelli della produzione di energia, dell’acciaio, della chimica e della raffinazione, devono tenere sotto controllo le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Più in particolare l’Italia, grazie al ruolo delegato dal Ministero dell’Ambiente ad Accredia, a cui è stata assegnata la responsabilità di accreditare e controllare gli organismi di verifica, si adegua all’obbligo comunitario di accredito per i verificatori che sono chiamati ad applicare lo schema EU ETS (schema comunitario di scambio delle emissioni) per rendicontare, con l’obiettivo di ridurle nel tempo, le emissioni di gas serra (GHG) di impianti relativi a specifici settori produttivi e al di sopra di definite soglie di produzione.

Lo schema EU ETS, infatti, si fonda sull’obbligatorietà dell’accredito per far si che tutte le dichiarazioni di verifica dei gas serra emesse dal 2014 siano garantite da verificatori competenti, imparziali e indipendenti rispetto alle imprese controllate.

Sarà possibile cosi ottenere ricadute positive, in termini di impatto ambientale e di natura economica, per le realtà industriali maggiormente inquinanti, che saranno obbligate a migliorare i loro parametri ambientali, oppure ad acquistrare sul mercato della CO2 i crediti corrispondenti agli eccessi delle proprie emissioni.

A seguito delle ultime attività di verifica di Accredia, che in questi primi mesi del 2014 ha affiancato gli organismi di verifica nei controlli diretti negli impianti industriali, potranno essere emesse attestazioni che consentiranno anche all’Italia di proseguire l’operazione del controllo e del taglio delle emissioni di CO2.

Nel nostro Paese sono all’incirca 1400 gli operatori che hanno l’obbligo di mantenere sotto controllo le emissioni di CO2 nell’atmosfera; gli obiettivi che si è prefissata la Commissione europea sono particolarmente ambiziosi: riduzione del 20% delle emissioni registrate nel 2005 entro il 2020 e del 40% entro il 2030.

Il quantitativo di emissioni verificate è estremamente significativo, pari a un ammontare compreso tra 1/3 e 1/2 delle emissioni nazionali italiane; che sono stimabili in circa 200 milioni di tonnellate di CO2.

Le attività degli organismi di verifica sono peraltro svolte sotto il cappello degli accordi di mutuo riconoscimento che vigono, a livello internazionale, tra gli enti di accreditamento firmatari nei quali anche Accredia è compresa.

Questo sistema di garanzia è nato dalla direttiva 2003/87/CE che ha istituito un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità Europea, e dal Regolamento UE 600/2012 sulla verifica delle comunicazioni delle emissioni dei gas a effetto serra e delle tonnellate-chilometro per il settore aeronautico.

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