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Italia al terzo posto in Europa per produzione di energia rinnovabile

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
energia rinnovabile

Questo articolo è stato pubblicato dal magazine online Dossier Hera e può essere consultato integralmente qui: L’Italia al terzo posto in Europa per produzione rinnovabile

fonti energetiche rinnovabili - energia rinnovabileUn numero da ricordare: 80%. Corrisponde alla percentuale del fabbisogno energetico italiano proveniente da importazioni estere, a fronte di una media europea del 53%. Si tratta in particolare di gas, petrolio e altri combustibili fossili, oltre a una piccola quota di energia elettrica. Un gap che comporta una bolletta energetica estera di circa 62 miliardi annui e una bolletta energetica interna, pagata da famiglie e imprese, superiore anche del 25% rispetto al resto dell’Europa.

Basta questo dato a spiegare quanto sia vitale per il Paese sviluppare le fonti rinnovabili, che attualmente rappresentano circa il 15% del fabbisogno energetico (Bilancio Energetico Nazionale 2012 del Ministero dello sviluppo economico).

Certamente per il contributo che queste possono dare all’ambiente, ma anche perché solare, idroelettrico, eolico e biomasse, generano energia a chilometro zero, che dunque andrebbe a ridurre il grado di dipendenza italiano dall’estero, e sono importantissime per il risparmio energetico.

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Sono due gli obiettivi dell’Italia su questo fronte, entrambi contenuti nella Strategia Energetica Nazionale, il documento di programmazione energetica del governo che traccia la rotta per i prossimi 6 anni. Entro il 2020 si conta di arrivare a coprire circa il 20% dei consumi finali lordi con fonti rinnovabili, superando gli obiettivi definiti dall’Unione Europea, e ridurre al 67% la dipendenza energetica dall’estero.

Tra l’altro già oggi l’Italia non può certo dirsi un fanalino di coda in Europa a 15 per quel che riguarda la produzione di energia rinnovabile. Il Paese è attualmente terzo nella produzione da queste fonti dietro a Germania e Svezia.

Questo anche grazie agli incentivi erogati dallo Stato che, a gennaio 2012, risultavano superiori, doppi o tripli rispetto, per esempio, a Germania e Francia, in particolare per fotovoltaico ed eolico.

Questo sistema ha certamente contribuito allo sviluppo delle rinnovabili, ma ha determinato anche forti squilibri, ricadendo molto spesso come onere sui cittadini. Le stime annue dei costi per le sole rinnovabili elettriche è infatti intorno agli 11 miliardi di euro.

A ogni modo, sono cresciuti del 45% gli impianti fotovoltaici, del 30% quelli eolici e dell’81% gli impianti alimentati con bioenergie, geotermia e idroelettrico sono rimasti sostanzialmente invariati.

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