Home Tecnologie Efficienza energetica, con direttiva 2012/27/EU si riattiva l’economia?

Efficienza energetica, con direttiva 2012/27/EU si riattiva l’economia?

pubblicato il: - ultima modifica: 2 Giugno 2020
efficienza energetica

efficienza energeticaSono bastate solo poche ore, al Consiglio dei Ministri n.11 del 4 aprile scorso per determinare importanti modifiche all’attuale ordinamento, che disciplina le connessioni, la distribuzione e la vendita di energia elettrica.

La lotta agli sprechi, imperativo dell’attuale Governo, tocca tutti gli aspetti normativi vigenti, semplificando drasticamente questo comparto, ma non solo; una nota del Ministro dello Sviluppo Economico, specifica di voler attuare anche azioni mirate per acculturare imprese e famiglie su come utilizzare l’energia, in maniera efficiente e proficua.

Consumare meno e meglio: un’economia più efficiente sotto il profilo energetico, è la chiave di volta per rilanciare la crescita economica e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro connessi alla diffusione di soluzioni tecnologiche innovative, ha commentato il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

Saranno inoltre previste iniziative che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici tra le famiglie (e qualche spot televisivo in questo senso lo abiamo già visto – ndr). Ovviamente il presente Decreto deve essere traghettato dalle competenti Commissioni Parlamentari, e qualche modifica sarà possibile, ma al momento, focalizzare l’attenzione su risorse energetiche inespresse, quali lo spreco derivato dalla cronica obsolescenza tecnologica e le carenze informative dell’utente, risultano punti degni di nota, da perseguire a oltranza.

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C’è un palco autorevole che ribadisce la necessità di azzerare ogni tipo di spreco, dalla concreta energia elettrica alla meno tangibile burocrazia, responsabile di devastanti complicazioni che frenano molte iniziative virtuose.

Identificare il problema per traguardare il risultato, dovrebbe essere parte del quotidiano di tutti noi, ma la rassegnazione, l’indolenza e miriadi di altre negligenze hanno consolidato la stagnazione di una nazione eclettica come l’Italia.

Centri di ricerca, tecnici e artigiani, possono modificare tutto questo, la fantasia innata che in passato ha fatto la differenza, deve ritornare a essere il catalizzatore per la rinascita. Idee come, per esempio, il fotovoltaico a spina, da tempo ha raccolto la sfida e oggi si colloca in una invidiabile posizione di vantaggio.

Conoscere le dinamiche dei consumi e come contrastarle è un cardine inalienabile per Massimo Berti titolare del progetto One Way che sottolinea “Se tutti noi usassimo anche solo il 10% della tecnologia impiegata nelle nostre case per fini ludici, a favore di dispositivi per il controllo o la gestione dei consumi, non saremmo così vulnerabili nelle forniture energetiche”.

Opinione che pare essere una verità condivisa, almeno dal Governo, visti i tassativi obblighi imposti alla Pubblica Amministrazione e alle aziende energivore. In questo caso il Governo impone quello che il buon senso non dispone. Pertanto si confida nel buon senso ritrovato incentivato anche dall’istituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica che dovrebbe supportare e finanziare gli interventi, per non ritrovarci a pensare se conviene accettare le perdite o sostituire il rubinetto.

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