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Risparmiare sulla bolletta consumando di più: no delle associazioni

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
risparmiare sulla bolletta energetica

risparmiare sulla bolletta energeticaPer risparmiare sulla bolletta bisognerà consumare di più: arriva il no delle Associazioni alla Direttiva Europea sull’efficienza energetica.

L’Italia ha da poco recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica con un Decreto Legislativo che ha fatto subito discutere e infuriare le associazioni dei consumatori. Se per risparmiare, infatti, siamo abituati a mettere le offerte di Enel a confronto con quelle di Illumia e altri operatori alla ricerca delle tariffe più vantaggiose, questo Decreto di recepimento potrebbe costringerci a pensarla diversamente.

Infatti, da oggi il nuovo motto di tante famiglie che hanno bisogno di risparmiare sulle bollette potrebbe essere: consumare di più per pagare di meno. Il Decreto europeo in questione, da subito attaccato dalle associazioni, è stato emanato per recepire in la Direttiva europea sull’efficienza energetica e i tempi ristretti non hanno permesso una adeguata riflessione sulle modalità pratiche che consentono di mettere in atto l’adozione di questo disegno comunitario, che prevede di ridurre del 20% i consumi di energia primaria entro il 2020.

Invece che invitare a ridurre gli sprechi, però, il Decreto sembra agire contrariamente. Infatti, nel recepire l’articolo 15 della Direttiva europea, l’articolo 11 del Decreto ha previsto un sostanziale cambiamento nella struttura della bolletta per l’energia elettrica, modificando in modo sensibile il principio di progressività della tariffa attuale in ottica di un suo superamento.

Una modifica del sistema di tariffazione è avvertita come una priorità necessaria, considerando che ancora oggi ha valore quello istituito nel 1973, in piena crisi energetica. In ogni caso, l’attuale sistema su base progressiva è perfettamente coerente con le attuali necessità di ridurre gli sprechi, ma con il nuovo Decreto Legislativo, a discapito dei quasi 30 milioni di ignari utenti che continueranno a pensarla alla vecchia maniera, a beneficiare di bollette alleggerite sarà chi consuma di più.

Le associazioni premono sull’impossibilità di integrare efficienza e risparmio senza una tariffa progressiva e inoltre chiedono una riesamina dei provvedimenti trattati nell’articolo 11 da spostare in altra sede. Per i consumatori, quindi, bisognerebbe provvedere allo stralcio dell’articolo messo in discussione, per poi riaprire il dibattito sulle tariffe in modo che abbia il giusto peso e soprattutto il tempo necessario a impostare un dibattito approfondito e ragionato sul tema.

Un provvedimento di questo tipo nel panorama attuale è estremamente importante per l’Italia e dovrebbe soprattutto essere di beneficio ai consumatori invece che danneggiarli con una politica che spinge al consumo. A essere in pericolo, secondo le associazioni, è tutta la filosofia e la cultura al risparmio che ha da sempre coniugato il contenere gli sprechi con la riduzione dei consumi, portando di conseguenza al raggiungimento di un risparmio quantificabile non solo in termini economici ma anche di inquinamento ambientale.

Inoltre, secondo le associazioni dei consumatori è necessario intervenire anche sul sistema degli incentivi sulle FER, le fonti di energia rinnovabile, in modo da farle cadere sulla fiscalità generale invece di pesare soltanto sui consumatori domestici. Il Decreto Legislativo, in ogni caso, riguarda anche la riqualifica energetica per gli immobili della pubblica amministrazione e l’obbligo di diagnosi dell’efficienza per le grandi e medie imprese.

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