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Sostenibilità ambientale l’esempio degli stabilimenti Listone Giordano

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listone giordano stabilimento greenIl marchio Listone Giordano che ha contribuito attivamente negli anni alla creazione del made in Italy, ha scelto di costruire il proprio luogo di lavoro secondo un progetto architettonico d’avanguardia, facendo nascere così una struttura attenta alla poetica dei luoghi e degli oggetti, alla vita delle persone e alla sostenibilità ambientale.

È proprio tra vigne e colline nel cuore dell’Umbria che sono immersi gli stabilimenti Listone Giordano, creati per integrarsi perfettamente con il territorio che li circonda.

Rispettare l’aria, la terra, la salubrità delle acque, consumando al minimo l’energia creandone dove possibile di nuova, avendo cura di recuperare ciò che è ancora utilizzabile, questi gli obiettivi che da sempre animano una delle aziende più green del panorama italiano.

L’accento viene posto su un fare impresa in modo virtuoso anche nel pensiero rispetto ai luoghi di produzione e commercializzazione. Una scelta che contribuisce a creare nuovi paesaggi in un territorio contemporaneo caratterizzato e spesso devastato da un forte decentramento delle unità produttive.

Lo Stabilimento di Miralduolo Torgiano progettato dall’architetto Filippo Raimondo dello Studio ABDR, è un esempio altamente significativo di architettura del made in italy, perfettamente integrato con la natura in un contesto di grande pregio paesaggistico. Dedicato alle fasi di lavorazione tecnologicamente più sofisticate che concludono il ciclo produttivo di Listone Giordano, è considerato un modello di riferimento per automazione di impianti e valori organizzativi.

Questa impostazione industriale trova significativa rappresentazione nel magazzino automatizzato, piattaforma logistica unica nel suo genere per dimensioni e modernità tecnologica. Il polo produttivo di Miralduolo gestisce oggi l’intera filiera produttiva e logistica in tutto il mondo, fa del più recente magazzino robotizzato il suo fiore all’occhiello.

Un simbolo di architettura industriale di grande prestigio, un progetto antesignano che testimonia una particolare attenzione della famiglia Margaritelli che ha voluto coniugare la presenza industriale a una delicata sensibilità paesaggistica in un territorio a forte vocazione agricola ed enologica.

Uno skyline attento, che riduce l’impatto ambientale con uno scavo di oltre 6 metri di profondità nel sottosuolo e crea quelle condizioni di continuità pur se su più livelli di lettura e interpretazione del paesaggio. Un progetto illuminato con una visione a lungo termine, che ha saputo fondersi armoniosamente con le dolci colline umbre, venendo a creare quasi una prima quinta di colline artificiali che introducono all’edificio vero e proprio, per poi aprirsi alle colline naturali che fanno da sfondo al paesaggio.

La facciata bio-climatica, interamente rivestita in doghe di legno certificate e appositamente trattate per uso outdoor, rappresenta un grande valore sia in termini di risparmio energetico e stabilizzazione climatica, che di valore estetico e di integrazione con l’ambiente circostante. Riflessioni e spunti che hanno fortemente contribuito e caratterizzato il progetto realizzato dallo studio ABDR di Roma, riconosciuto e selezionato anche dalla curatela della 13sima Biennale Architettura di Venezia.

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