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Youth Guarantee: giovani e lavoro, il portale italiano è online

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youth garantee garanzia giovani e lavoroIl 2014 è l’anno di avvio della Youth Guarantee, programma europeo per favorire l’occupabilità e l’avvicinamento dei giovani al mercato del lavoro. Un percorso che prevede una serie di misure, a livello nazionale e territoriale, per facilitare la presa in carico dei giovani tra 15 e 25 anni per offrire loro opportunità di orientamento, formazione e inserimento al lavoro.

Il piano italiano di attuazione della Garanzia per i Giovani è stato predisposto dalla Struttura di Missione, istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, composta dai rappresentanti del Ministero e delle sue agenzie tecniche, ISFOL e Italia Lavoro, del MIUR, MISE, MEF, del Dipartimento della Gioventù, dell’INPS, delle Regioni e Province Autonome, delle Province e Unioncamere.

Non è un caso quindi che il portale italiano della Youth Guarantee, Garanzia Giovani, sia diventato operativo proprio il primo maggio, giornata dedicata al lavoro, e subito dopo i dati dell’ISTAT relativi al tasso di disoccupazione giovanile che ha superato la barriera del 42%.

Il Consiglio dell’Unione europea con la Raccomandazione del 23 aprile 2013 aveva invitato tutti gli Stati membri ad assicurare che i giovani con meno di 25 anni, iscritti o meno ai servizi per l’impiego, potessero ottenere un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato, tirocinio o altra misura di formazione, entro 4 mesi dall’uscita dal sistema di istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione.

Stante il basso tasso di occupazione nazionale in questa fascia di età, il Governo italiano nell’approvare il Piano Nazionale di Azione per l’implementazione della Garanzia ha esteso la garanzia fino ai 29 anni a eccezione della Provincia di Bolzano, che presenta tassi di disoccupazione giovanile inferiore al 25%.

L’iniziativa è finanziata dal Fondo Sociale Europeo (FSE 2014-2020) e da Fondi nazionali. In tutta l’Unione europea, saranno circa 21 miliardi di euro all’anno i costi complessivi per la realizzazione del sistema di garanzia. Per l’Italia sono stati messi a disposizione ulteriori fondi perché presenta un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%, per complessivi 1,5 miliardi di euro (1 miliardo proveniente dal bilancio UE e 500 milioni dalle casse nazionali). Saranno le Regioni che gestiranno e coordineranno le risorse disponibili.

Purtroppo però, con circa 3 milioni di giovani, tra disoccupati e neet, secondo gli ultimi dati, non sono neppure 10.000 le iscrizioni. Su 20 Regioni, inoltre, solo 7 hanno firmato l’apposito strumento amministrativo della Convenzione con il Ministero del Lavoro, altre 5 dovrebbero ratificarla a breve, ma per le altre i tempi sono ancora lunghi. Nell’eventualità di ulteriori inadempienze da parte delle Regioni, sarà l’Agenzia Italia Lavoro a intervenire.

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