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Rinnovabili e white economy contro i cambiamenti climatici

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
white economy

white economyL’industria costituisce una delle principali fonti di emissioni di CO2. Ma l’Unione Europea genera solo l’11% delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale e, inoltre, questa percentuale è in calo, mentre è invece in crescita in molti altri Paesi non europei.

Per questo motivo è necessario un intervento efficace a livello internazionale. È imprescindibile che tutte le grandi economie e tutti i settori partecipino in modo paragonabile, equo, trasparente e verificabile.

Secondo le stime di Avvenia oggi l’industria italiana assorbe 33 milioni di Tonnellate Equivalenti di Petrolio in usi finali.

Si tratta dunque di un settore che ha mostrato un’attenzione discreta per l’efficienza energetica, sebbene continui a rappresentare, con circa il 25%, il terzo consumatore nazionale dopo gli usi civili e i trasporti.

“In Italia il target dell’industria per il 2020 è una riduzione dei consumi energetici di 4 milioni di Tonnellate Equivalenti di Petrolio” puntualizza Giovanni Campaniello, fondatore di Avvenia “L’efficienza energetica non è solo un mezzo per inquinare di meno e affrontare il problema dei cambiamenti climatici, ma è soprattutto l’opportunità per rimanere competitivi e allo stesso tempo favorire la crescita della white economy”.

Un obiettivo raggiungibile sia attraverso una maggiore diffusione delle energie rinnovabili sia attraverso un miglioramento dell’efficienza energetica che, sebbene possa richiedere maggiori investimenti iniziali, si traduce anche in una riduzione dei costi dei fattori produttivi.

A trainare la spinta efficientista, con un miglioramento superiore al 30%, soprattutto le aziende dell’industria chimica e siderurgica. Come? Interventi di sostituzione di macchinari obsoleti, cogenerazione e soprattutto misure di revisione dei processi produttivi in un’ottica energetica, che hanno portato a risparmi ben superiori e ben valorizzati nell’ambito del meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica.

Partendo dall’idea di recuperare il calore disperso e non valorizzato e cercando di fare ricorso anche alle fonti rinnovabili sarà possibile fronteggiare il problema dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. Ma investire in efficienza energetica significa anche promuovere la white economy e, grazie al potenziale alto impatto in termini di occupazione, far aumentare la competitività e far crescere l’economia nazionale.

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