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Crisi: migliora il clima di fiducia, ma non i consumi alimentari

città: Roma - pubblicato il:
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crisi economicaSecondo la Cia, il maggiore ottimismo dei consumatori non incide sul carrello della spesa. Il budget per cibo e bevande perde un altro 2% da inizio anno, con crolli veri e propri per pesce (-5%) e pasta (-4,7%). Ora il governo deve accelerare sulle misure a sostegno delle famiglie per rilanciare la domanda interna.

Il miglioramento della fiducia dei consumatori a maggio non incide sui consumi alimentari, che restano al palo anche nella prima parte dell’anno. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi dall’Istat.

Il maggiore ottimismo su componente economica, giudizi e attese sulla situazione del Paese, ai massimi da marzo 2007, è un bel segnale di ripartenza, dopo anni di crisi nera, osserva la Cia, ma non coinvolge il carrello della spesa.

Un italiano su due continua a comprare solo l’essenziale, anche per la tavola, con il risultato che da inizio anno la spesa per il cibo è calata del 2 percento, registrando un crollo drammatico per prodotti come pasta (-4,7 percento), pesce (-5 percento), latte (-3,2 percento) e frutta e verdura (-3 percento).

È chiaro che la risalita del clima di fiducia ora deve essere accompagnata e consolidata dai fatti, sottolinea la Cia. L’esecutivo, quindi, acceleri sulle misure strutturali di sostegno al reddito delle famiglie, così da permettere una ripresa della domanda interna, con effetti benefici sulle imprese e l’economia intera.

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