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Expo 2015, la Brianza riflette sul suo futuro agricolo

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
orti in brianza

orti in brianzaLa Brianza nell’ultimo mezzo secolo ha spesso perso di vista la valenza del proprio paesaggio agricolo e della sua tradizione gastronomica.

L’Expo 2015 è un’occasione di riflessione sul futuro agricolo e più in generale ambientale del territorio, oltre che una opportunità d’incontro e scambio culturale sul tema Nutrire il pianeta, energia per la vita, sul quale la Brianza può confrontarsi con il mondo intero.

Da questa opportunità nasce l’idea degli Orti in Brianza, ove mettere a confronto un insieme di esperienze, cultura, storia e tradizione, realtà differenti, ricerca e passione.

Il progetto prevede innanzitutto la creazione dell’Orto del Parco, valorizzando quello della Scuola Agraria del Parco di Monza, ove in un’area ben posizionata all’interno dello storico parco, a metà strada tra la Villa Reale e l’Autodromo, si potrà presentare ai visitatori di Expo 2015 un antico modo di produrre e alimentarsi, realizzato da attori locali con modi locali.

Ai modi tradizionali del fare l’orto verranno affiancati metodi innovativi che potranno nutrire il pianeta nel futuro prossimo. L’iniziativa vuole inoltre affondare le proprie radici oltre il 2015, per creare un interesse diffuso tra molteplici attori: dagli istituzionali e sociali, fino ai normali cittadini che potranno contribuire ad arricchire l’esperienza.

Il progetto coinvolgerà poi l’intera Brianza mediante una serie di Orti in Brianza ovverosia degli orti e frutteti satellite che verranno realizzati grazie alla spinta culturale e tecnica che verrà fornita dall’Orto del Parco, il quale, realizzato dalla Scuola Agraria del Parco di Monza nei terreni agricoli di sua pertinenza, svolgerà il ruolo di incubatore di altri nuovi orti e frutteti che verranno realizzati da aziende agricole, privati, enti e associazioni.

L’occasione dell’Expo 2015 sarà quindi utilizzata come leva per avviare la creazione di una filiera locale di prodotti Made in Brianza di cui oggi c’è una domanda in crescita sia nell’ambito privato sia in quello della gastronomia locale e della ristorazione collettiva (mense di scuole, istituti di cura, aziende private).

I ristoranti e gli agriturismi aderenti alla rassegna gastronomica Colori e Sapori di Monza e Brianza potranno essere i primi committenti di questi nuovi orti, infatti essi oggi hanno difficoltà ad approvvigionarsi di prodotti tipici sul mercato locale, i quali o sono assenti, o sono prodotti in quantità talmente ridotte da soddisfare a mala pena il consumo che se ne fa in occasione delle relative sagre (come la patata di Oreno e l’asparago rosa di Mezzago). La difficoltà è poi aumentata dalla mancanza di un sistema di consegna in quantità e con tempistiche adeguate alle necessità dei ristoratori.

Nell’ambito del progetto verrà creata una rete di distribuzione, utilizzando da un lato la rete locale esistente (inclusi i negozi di vicinato) dall’altro favorendo la nascita di un’organizzazione (consorzio, associazione o cooperativa) fra i produttori e una rete di vendita online, recuperando lo spazio oggi occupato da varie aziende lontane dalla Brianza che, grazie all’ecommerce, consegnano settimanalmente in questo territorio cassette di prodotti provenienti soprattutto dal Trentino.

Per far conoscere le idee e le buone pratiche del progetto verranno organizzati degli eventi, quali: visite nei campi, camminate e biciclettate, mercatini di prodotti agricoli coltivati in Brianza, rassegne gastronomiche, convegni per illustrare i risultati raggiunti dai singoli partner, collaborazione e iniziative con le scuole locali sia dell’obbligo sia professionali.

Gli obiettivi del progetto sono quindi la creazione di una filiera locale di prodotti Made in Brianza e la creazione di un orto incubatore nel Parco di Monza che svolgerà una funzione mediatica, culturale e formativa. L’orto a partire dal secondo anno di gestione (2015) realizzerà il pareggio dei costi e non avrà negli anni a seguire uno scopo di lucro, ma sarà un luogo di formazione, ricerca e di sperimentazione.

Il progetto punta inoltre alla realizzazione in Brianza di una serie di orti e frutteti satellite i cui prodotti verranno qualificati dal marchio Made in Brianza e saranno coltivati in quantità tale da andare a finire sulla tavola delle famiglie, dei ristoranti e delle mense, nonché essere esportati all’esterno dell’ambito territoriale.

Nei piani rientra anche l’organizzazione di una rete di distribuzione che sfrutterà quella del commercio locale e trarrà vantaggio dalla crescita dell’ecommerce creando una piattaforma logistica; la qualificazione dell’offerta gastronomica locale con prodotti originali, coltivati in quantità sufficiente da soddisfare innanzitutto la domanda locale e poter organizzare una rete di vendita all’esterno della Brianza.

Infine si punta a sviluppare un progetto in sintonia con le tematiche dell’esposizione universale Nutrire il pianeta, energia per la vita e quindi attirare sul nostro territorio un turismo interessato a queste tematiche; a creare partnernariati internazionali con gli altri paesi partecipanti all’Expo 2015 per esempio realizzando dei microrti nel Parco di Monza e in Brianza in collaborazione con le singole nazioni, promuovendo uno scambio di conoscenze e un confronto fra culture diverse.

Questa opportunità è già stata accennata ai Commissari della Lettonia e dell’Egitto durante gli incontri che si sono tenuti nell’ambito delle iniziative organizzate da [email protected] nei mesi scorsi, i quali si sono detti interessati a sviluppare la qualificazione dell’offerta turistica locale legata alla campagna e alla vita all’aperto, facendone conoscere gli elementi di pregio (parchi, paesaggi, cascine) e facilitandone la loro fruizione (itinerari, visite guidate, eventi a tema, depliant, pubblicazioni sul web nell’ambito di siti e social; la valorizzazione delle tematiche ambientali della riduzione del consumo di suolo, della produzione locale di cibo con metodi naturali, della riduzione dei consumi energetici per la produzione e distribuzione dei prodotti alimentari, del loro consumo in base all’effettiva disponibilità di stagione, dell’autoproduzione a livello individuale e per gruppi di famiglie (orti e frutteti condivisi, aziendali e comunali); il coinvolgimento di cittadini, aziende e istituzioni in un progetto locale per il miglioramento della qualità della vita, mediante eventi e pubblicazioni, organizzazione di momenti di incontro e divulgazione.

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