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Soco International ferma le trivellazioni nel parco del Virunga

pubblicato il: - ultima modifica: 11 Aprile 2020
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wwf parco del virungaLa compagnia petrolifera britannica Soco International PLC porrà fine alle operazioni di trivellazione nel più antico parco nazionale africano il Parco del Virunga, impegnandosi a rimanere fuori da tutti gli altri siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

L’annuncio verrà dato oggi dalla stessa compagnia, riferisce il WWF che sta conducendo da tempo una campagna per proteggere Parco Nazionale Virunga nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), sito di controverse attività di esplorazione petrolifera da parte della Soco.

Lo scorso ottobre il WWF ha presentato una denuncia contro la Soco presso l’OCSE, l’Organizzazione che guida le multinazionali nella cooperazione e nello sviluppo economico. Il risultato del processo insieme alla pressione internazionale mossa dal WWF ha portato l’azienda britannica a prendere questo importante impegno.

“Oggi è una vittoria per il nostro pianeta e per le buone pratiche nel mondo delle multinazionali. Questo successo è frutto del lavoro di funzionari governativi, attivisti all’interno della RDC e sostenitori di tutto il mondo che si sono uniti insieme per aiutare a rimuovere la minaccia più immediata per il Virunga” ha detto Marco Lambertini, Direttore Generale di WWF Internazionale “Ora è il momento che il governo della RDC riaffermi il parco del Virunga come valore universale appartenente all’intera umanità, annullando tutte le concessioni petrolifere che insistono sul parco come richiesto dall’UNESCO”.

La Soco si ritirerà dal Virunga dopo aver concluso le sue attuali attività operative, che comprendono il test sismico nel lago Edward. L’azienda si impegna a non perforare nel parco, cosa che, il WWF avverte, potrebbe portare a gravi danni ambientali.

“Liberato dalla minaccia del petrolio il Virunga può essere una fonte di speranza per il popolo della RDC. Come in altri paesi africani, con un investimento adeguato, questo parco può diventare un fattore economico importante per la sua comunità” ha detto Raymond Lumbuenamo, Country Director di WWF-DRC “Questo è il momento per la comunità internazionale di sostenere la RDC e aiutaci a portare un cambiamento duraturo che garantisca che il primo parco nazionale in Africa resti il parco madre dell’Africa”.

Il parco del Virunga ospita preziosa biodiversità, animali rari come i gorilla di montagna leggendari e in forte pericolo di estinzione. Inoltre oltre 50.000 famiglie dipendono dalle risorse del Lago Edward per lavoro, cibo e acqua potabile. In un rapporto indipendente commissionato dal WWF i ricercatori hanno trovato che il parco potrebbe produrre un valore di oltre 400 milioni di dollari ogni anno attraverso attività come l’ecoturismo, la pesca e l’uso sostenibile delle risorse.

Il WWF ritiene che l’impegno di oggi mandi il messaggio che i siti del patrimonio mondiale e le altre aree naturali fragili devono essere protetti e l’associazione continuerà a lottare per questo.

“Vogliamo ringraziare di cuore le 750.000 persone che ci hanno sostenuto firmando la petizione e tutti gli amanti della natura che hanno partecipato in Italia alla campagna del WWF a difesa del parco del Virunga e dei gorilla di montagna. Grazie per il vostro prezioso sostegno e continuate a starci vicino: il nostro lavoro non è finito” ha detto Isabella Pratesi, direttore conservazione internazionale del WWF Italia “Abbiamo ancora da fare non solo nel Virunga, dove dobbiamo sostenere le attività contro il bracconaggio e l’uso illegale delle risorse, ma in tutto il mondo, lavorando con i governi e con le aziende affinchè vengano fermate le crescenti pressioni che mettono molti Patrimoni dell’umanità in pericolo. È incredibile infatti quante aree protette e luoghi fragili ricchi di biodiversità nell’intero pianeta rischiano di essere distrutti per soddisfare gli interessi delle multinazionali. Speriamo veramente che l’esempio della Soco segni la direzione di un nuovo corso, dove gli interessi delle comunità locali e del pianeta vengano comunque prima di quelli delle compagnie private”.

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