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Bioedilizia, antica arte per il padiglione Expo 2015 del Giappone

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
expo 2015 padiglione giaponese

expo 2015 padiglione giaponeseIl legno di larice giapponese è già arrivato a Milano. Ora verrà lavorato e assemblato per creare pareti a nidi d’ape, simbolo della bioedilizia giapponese di cui il tempio Horyuji ne è un eccellente esempio.

Non un chiodo, nessun bullone e nemmeno colla: tutto si basa sulla centenaria tecnica di costruzione che l’architetto Atsushi Kitagawara ha scelto come simbolo del Padiglione giapponese a Expo 2015.

La griglia tridimensionale di legno è il risultato di un metodo di tensione compressiva in cui i singoli elementi costruttivi sono collegati con sistemi di aggancio e giuntura. Il risultato è una struttura molto resistente ai terremoti, nonché base delle costruzioni a volte dette anche viventi, o della teoria della vita.

Con questo messaggio, in piena armonia con la natura, si stanno iniziando a costruire gli oltre 4mila metri quadri del padiglione dedicato, appunto, alla Diversità Armoniosa: le radici stanno nelle diversità coltivate di questo paese in cui si ritrova una grande potenzialità per contribuire alla risoluzione di questioni globali quali, appunto, le risorse nutrizionali.

L’architetto Atsushi Kitagawara punta al recupero non solo delle tradizioni costruttive, ma anche della cultura del riciclo che da sempre ha caratterizzato la vita dei giapponesi.

“Fin dai tempi antichi” racconta lui stesso “nei villaggi giapponesi si è instaurato un rapporto ideale tra l’uomo e la natura tramite i satoyama, tipiche strisce di terreno coltivato frapposte fra onde di colline lussureggianti. Tuttavia, in seguito alla modernizzazione, la composizione del riciclo è andata deteriorandosi, fino a cadere in un rapporto basato sullo sfruttamento unilaterale della natura. E io penso che la maggior parte dei problemi legati all’alimentazione su scala globale sia dovuta proprio a questo sistema non fondato sul riciclo”.

Ecco allora il valore dell’utilizzo del legno: risorsa rinnovabile legato alla preservazione e al mantenimento delle foreste che ricoprono per il 70% il territorio giapponese e che forniscono acqua ricca di sostanze nutritive.

“Quest’acqua” continua l’architetto “viene poi restituita alla terra e al mare e dona svariate risorse alimentari per la vita delle persone. Similmente, nei satoyama giapponesi lo spirito insito nell’utilizzo del legno è strettamente legato alla vita delle persone, e ciò porta all’esistenza di una società del riciclo ideale. Dalle grandi strutture di ingegneria civile su scala urbana fino ad arrivare agli articoli per la casa di uso quotidiano, l’utilizzo del legno è sempre stato una costante”.

La sostenibilità del padiglione si basa anche sull’utilizzo di tecnologie a fonte rinnovabile. Di cui però daremo in seguito ulteriori dettagli.

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