Home Imprese Sostenibili Rilancio occupazionale e tutela ambientale delle vallate feltrine

Rilancio occupazionale e tutela ambientale delle vallate feltrine

pubblicato il: - ultima modifica: 8 Agosto 2020
valli feltrine

valli feltrineIl titolare dell’azienda agricola Tita dal Casel lo scorso 18 giugno è stato ricevuto a Roma dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per presentare i molti progetti agricoli sociali e ambientali ideati nei mesi recenti dalla Fattoria.

Promotrice dell’incontro la senatrice Laura Puppato, che fin dall’inizio delle iniziative, ha intravisto nelle progettualità ricadute positive per l’intera collettività soprattutto della montagna ma non solo.

Fra i progetti dalla Fattoria, quello denominato Sette Comuni (poiché comprende altrettanti comuni del Feltrino in provincia di Belluno), è stato fatto proprio da una società di investitori, la 7C S.r.l. che entro i prossimi tre mesi comincerà le attività lavorando esclusivamente materie prime provenienti dalla vallata con l’obiettivo di produrre I stechet impìa foghet (listelli accendi fuoco) e I fastuch del Naroen (fieno di montagna falciato a mano senza uso di mezzi meccanici per uso pet food).

Le persone inizialmente occupate saranno nove, donne e uomini, assunti con contratti ad hoc pensati per conciliare tempi lavorativi e familiari, con possibilità di superare la trentina di occupati nel prossimo biennio quando le attività saranno a pieno regime.

“Mi è parso utile informare il ministro Galletti, seguito al Ministro Orlando nel dicastero dell’ambiente che già aveva espresso il suo interessamento all’iniziativa, del procedere delle attività messe in campo dalla fattoria Tita Dal Casel. Interessante e molto proficuo il dialogo con il Ministro che ha pienamente colto il senso esemplificativo e di traino contenuto nei progetti di valorizzazione ambientale messi in campo. Si può uscire dalla consueta logica di abbandono della montagna che a un certo punto è sembrata l’unica alternativa alla speculazione, puntando sul settore primario e l‘efficienza energetica, avviando nuove attività pienamente rispondenti al settore della greenings europea, recuperando lo spirito dei lavori tradizionali e puntando alla qualità dei prodotti” ha affermato la senatrice Puppato.

“Il Ministro Galletti” afferma Diego D’Incau titolare della Fattoria e anima dei progetti con valenza sociale e ambientale “ha ritenuto l’iniziativa lodevole per le sue peculiarità che meritano di essere conosciute e ampliate. Un esempio di best practise che si fonda sul ripristino ambientale, sul rilancio occupazionale e sulla sostenibilità sociale replicabile su ampie zone del territorio nazionale, coinvolgendo i cittadini e lavorando assieme alle istituzioni per raggiungere tali obiettivi. L’Expo 2015 si presenta come l’occasione principe per promuovere un protocollo d’intesa che riunisca un’intera comunità, trasformando un’area in piena crisi occupazionale in un modello di economia ecosostenibile“.

I punti che compongono il protocollo sono dieci: ripristino territoriale; rilancio occupazionale; tutela dell’aria, dell’acqua e della terra; produzioni ecosostenibili e biologiche; uso intelligente delle energie rinnovabili (energia termica); positive ricadute sociali (denari per la collettività); progetti modulari e replicabili; coinvolgimento trasversale e convinto delle istituzioni; crescita culturale della popolazione; tecnologie e metodi a disposizione gratuita della collettività.

L’attività intende giungere a creare un marchio che possa essere usato da tutti i soggetti interessati, sia produttori di beni che fornitori di servizi, i quali vogliano disciplinare lo svolgimento delle loro attività attenendosi a tali regole.

“Ho chiesto e ottenuto dal ministro che segua con attenzione il procedere delle iniziative, cosicché appena ultimato l’impegnativo lavoro di costruzione del protocollo territoriale, potrà recarsi nella vallata feltrina e visionare con i propri occhi strutture e metodi attivati” ha aggiunto la senatrice Puppato.

L’ideatore Diego D’Incau, da parte sua afferma “Indispensabile che tutto il territorio colga la positività e l’opportunità che nasca la prima area italiana di montagna totalmente bio-integrata. Il recupero dell’occupazione passa anche attraverso iniziative come queste che portano il lavoro là dove manca, contribuendo a rendere più gestito e vivibile l’ambiente. Per fare questo ciascuno dovrà scrollarsi di dosso la polvere dell’individualismo e il preconcetto che la montagna non possa vivere di bio-agricoltura e turismo. Ora la 7C S.r.l. sta dimostrando con i fatti veri e concreti il valore del territorio ed è solo l’inizio. Per il fieno falciato a mano riconosciamo 40 euro a quintale al produttore e nei business plan aziendali è previsto di arrivare ad una produzione di 10 mila quintali, rigorosamente prodotti all’interno dei Sette Comuni e sopra i 700 metri di altitudine. Fatti i conti, sono quasi mezzo milione di euro che la gente di buona volontà porterà a casa, non è poco, in momenti di crisi. Non manca il valore sociale dato anche da una quota del fatturato destinata ad iniziative aventi scopi virtuosi di tutela ambientale. A breve inizieremo gli incontri in tutti i 7 comuni per divulgare e far conoscere le attività a cittadini e autorità locali”.

Condividi: