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Trasporti ed energia pesano più del cibo sul carrello della spesa

rapporto consumi istat

rapporto consumi istatLa Cia, Confederazione italiana agricoltori, commenta il rapporto Istat sui consumi delle famiglie nel 2013: le spese obbligate di luce e gas, ma anche la benzina che in Italia è la più cara d’Europa, occupano il 20% della spesa mensile (474 euro), superando in volata la quota di spesa per la tavola (461 euro).

Nell’ultimo anno c’è stato un taglio drastico a tutte le spese, da quelle superflue come il tempo libero a quelle primarie come gli alimentari. Oggi l’85% dei consumatori cerca di eliminare ogni eccesso o spreco, mentre il 49% ammette di tagliare per primo pranzi e cene al ristorante.

La crisi persistente continua ad accorciare e stravolgere la spesa degli italiani, che crolla ai livelli più bassi da dieci anni. Non solo cambiano le abitudini, con il ricorso sempre più frequente agli hard-discount (+17 percento sul 2012) e un taglio radicale a quantità e qualità del cibo, ma variano in maniera sostanziale i budget destinati ai diversi capitoli di spesa. Con un crollo, obbligato per le famiglie, delle spese superflue come quelle per abbigliamento e tempo libero.

Ma anche la quota di spesa per alimentari e bevande, nonostante sia cresciuta nel corso dell’anno stabilizzandosi al 19,5 percento, resta comunque inferiore ai livelli pre-crisi quando occupava un quarto della spesa complessiva delle famiglie. Inoltre, le bollette record di luce e gas e il pieno di benzina più caro d’Europa hanno costretto i consumatori a togliere soldi da beni primari come carne, pasta, pane e latte e destinarli altrove. Con la conseguenza che nel 2013 ogni famiglia italiana ha speso più per combustibili, elettricità e trasporti (474 euro al mese) che per il cibo (461 euro al mese).

Questo significa un ulteriore indebolimento dei consumi alimentari considerato che proprio nell’ultimo anno la spesa delle famiglie per la tavola ha toccato il minimo storico (-3,1 percento) con 3,6 miliardi di euro di spesa in meno rispetto al 2012. D’altra parte, come ha evidenziato l’Istat, praticamente due famiglie su tre (il 65 percento) hanno ridotto quantità e qualità dei generi alimentari acquistati.

Ma anche in questa prima parte del 2014 i comportamenti d’acquisto delle famiglie sono improntati al massimo risparmio, con un ulteriore taglio del 2 percento alla spesa per cibo e bevande. Davanti al bancone del supermercato, l’85 percento degli italiani cerca di eliminare ogni spreco ed eccesso, comprando quanto basta, e il 58 percento opta per il prodotto con il prezzo più basso, scegliendo il brand solo se è in offerta speciale. Inoltre, il 49 percento dei consumatori ammette di sacrificare per primo pranzi e cene al ristorante, mentre il 21 percento ritorna al fai da te in cucina soprattutto per quanto riguarda dolci, pane e pasta a mano.

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