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Ad Haiti un pannello fotovoltaico per ogni agricoltore

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
sostenibilità e green planner news
Foto di anncapictures da Pixabay

un pannello fotovoltaico per ogni agricoltoreParte un nuovo progetto di Ener per aiutare le popolazioni di Haiti colpite dal terremoto nel gennaio 2010. A distanza di quattro anni e mezzo, infatti, migliaia di famiglie vivono ancora nelle tende o nelle tre grandi nuove baraccopoli, note come Canaan, Onaville e Jerusalem.

Ener, l’Ente Nazionale Energie Rinnovabili, si è proposto come partner governativo per lanciare la campagna Un pannello fotovoltaico per ogni agricoltore.

Questo progetto libererà dai bisogni energetici la popolazione più povera dell’isola ed Ener interagirà con le istituzioni mondiali e in particolare con la World Bank.

Marcello Trento, presidente dell’Ente Nazionale Energie Rinnovabili, è stato ufficialmente invitato a incontrare il Presidente della Repubblica di Haiti entro il 2014, per dare avvio al progetto. Gli accordi sono stati fissati grazie a una corrispondenza con Emmanuel Charles, dell’ambasciata di Haiti in Italia.

“Quattro anni dopo il terremoto” spiega, il presidente di Ener “il governo sta affrontando in modo significativo le sfide esistenti, rispondendo alle grandi esigenze di ricostruzione in un paese che era già il più povero dell’emisfero occidentale. Nonostante l’enormità del compito, molto è stato fatto dagli haitiani e dal governo, in partnership con organizzazioni della società civile, il settore privato e la comunità internazionale. Tuttavia, molto resta ancora da fare per ridurre la povertà e migliorare la vita degli haitiani. E soprattutto non bisogna perdere altro tempo prezioso”.

Secondo le più recenti stime, infatti, sono circa 150mila i terremotati che vivono ancora in 300 campi, mentre altri 50mila si trovano nelle nuove baraccopoli. Metà dei campi non dispone di servizi sanitari e solo nell’8% arriva l’acqua. I residenti di oltre 100 campi sono inoltre in pericolo imminente di essere sfrattati. E il problema potrebbe peggiorare.

“Tra oggi e il 2020” conclude il presidente di Ener “Haiti ha bisogno di costruire migliaia di nuove case e soprattutto di garantire alla popolazione l’utilizzo di fonti energetiche”.

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