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WWF: la salute e l’ambiente non possono permettersi il carbone

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
stop al carbone

stop al carboneMercurio, cromo, arsenico, ossidi di zolfo, polveri fini e ultrafini sono tra i principali inquinanti prodotti dalle centrali a carbone, spesso ben oltre i limiti consentiti, che minacciano salute e ambiente. Ma le alternative ci sono e si chiamano efficienza energetica ed energie rinnovabili, dicono medici e ambientalisti insieme.

È il carbone tra tutti i combustibili fossili quello che minaccia di più la nostra salute rilasciando in atmosfera, nei terreni e nelle acque, le maggiori quantità di inquinanti a parità di energia prodotta, oltre a essere la principale minaccia per il clima del pianeta, visto che le emissioni di CO2 provenienti dalla combustione del carbone arrivano a essere del 30% superiori a quelle del petrolio e del 70% superiori a quelle del gas naturale denunciano insieme WWF Italia, Ordine dei Medici della Provincia di Savona e Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia che hanno organizzato la conferenza nazionale L’impatto sanitario del carbone la funzione sociale del medico: promotore di salute e di ambiente a cui hanno preso parte a Savona medici e cittadini.

Se si chiudessero tutte le centrali elettriche alimentate a carbone in Europa si eviterebbero oltre 18.200 morti ogni anno, si risparmierebbero 2.100.000 giorni di cure farmacologiche e fino a 42,8 miliardi di euro l’anno in costi sanitari, secondo quanto riferito dall’associazione europea Heal Healt and Enviroment Alliance intervenuta al convegno.

Nel dossier L’impatto sanitario del carbone. La funzione sociale del medico: promotore di salute e ambiente distribuito al convegno non mancano i dati sull’impianto di Vado ligure, la cui chiusura (secondo quanto scritto nel Decreto di Sequestro Preventivo dei gruppi a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure, emesso da parte del Tribunale di Savona in data 11 marzo 2014) eviterebbe ogni anno mediamente 86 ricoveri complessivi di bambini per patologie respiratorie e asma, 235 ricoveri complessivi di adulti (malattie cardiache più respiratorie) 48 morti tra gli adulti (malattie cardiache più respiratorie).

“Se il costo di tutti gli effetti negativi della combustione del carbone fossero pagati da chi ci guadagna sopra, e non dalla collettività, il carbone non converrebbe a nessuno. Ma la questione è anche morale e giuridica: è lecito cercare di guadagnare con un’attività che produce danni ormai largamente accertati alla salute e alla vita di migliaia di persone e quelli, indiretti ma egualmente devastanti, al Pianeta? La risposta è no. Le alternative che ci permetterebbero di rinunciare al carbone, la fonte di energia più inquinante in assoluto, ci sono e si chiamano efficienza energetica e fonti rinnovabili” afferma Mariagrazia Midulla Responsabile Clima ed Energia WWF Italia.

A dimostrazione dell’urgenza e della gravità della situazione il WWF Italia riferisce che la British Medical Association, l’organo di rappresentanza dei medici nel Regno Unito, ha recentemente votato per mettere fine ai propri investimenti in società del settore combustibili fossili e di trasferirli a società che lavorano per le fonti energetiche rinnovabili, ed è la prima organizzazione sanitaria al mondo a farlo.

Anche in Italia aumenta la consapevolezza su questi temi visto che i medici, tra gli organizzatori dell’evento e gli interlocutori principali, sono chiamati sempre più ad avere un importante ruolo sociale e ad adoperarsi alla promozione di salute, ambiente e salute globale come recita l’articolo 5 del nuovo Codice deontologico, approvato dalla Federazione degli Ordini Medici Chirurghi e degli Odontoiatri lo scorso 17 maggio.

Oltre al dossier L’impatto sanitario del carbone WWF Italia, Ordine dei Medici della Provincia di Savona e Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia hanno fatto realizzare dal fumettista Kanjano una serie di 4 strisce a fumetti dal titolo Valdo e il carbone che sono state distribuire ai medici durante il convegno e verranno diffuse sui social e sui siti degli organizzatori.

Ma i soli dati scientifici non bastano a risolvere i problemi e durante il convegno sono emerse alcune delle cose che si possono già da ora mettere in campo per arginare il problema.

Nel suo intervento video Donatella Bianchi presidente WWF Italia, ha detto “Questa conferenza è molto importante: non solo perché vede tra i protagonisti i medici, rappresentati anche dal proprio ordine professionale ma perché vuole fare il punto, in modo serio, sulle ricerche e i dati scientifici disponibili traendone le conseguenze. Occorre rilanciare la prevenzione, vale a dire l’eliminazione delle cause di malattia e di decesso. Occorre dare una mano ai promotori di salute perché possano confrontare i dati e le conoscenze, e perché non si sentano impotenti davanti a cause che non possono rimuovere individualmente. Inoltre visto che le alternative al carbone sono ormai molte, è ora di metterlo tra i problemi da eliminare, è ora di archiviare il carbone!”.

Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia, l’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia, che ha per motto Tutti gli uomini sono responsabili dell’Ambiente. I Medici lo sono due volte ha dichiarato “L’impegno dei medici e degli altri operatori della salute non può arrestarsi su di un’opera di contenimento e riparazione dei danni diretti e immediati degli agenti patogeni, ma deve anche proiettarsi su un’azione a monte di più ampio respiro, affinché la società nella quale viviamo modifichi le sue priorità in favore della salvaguardia della salute segnatamente dei bambini di oggi e delle generazioni future. Ma oggi le agenzie governative sono poste nella condizione di dover attendere la chiara dimostrazione del danno, prima di poter intervenire, spesso troppo tardi. Occorre quindi promuovere il principio di precauzione, per gestire i rischi che si esercita in una situazione di incertezza scientifica”.

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