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Terra tradita: dal 1955 spariti in Lombardia oltre 300mila ettari

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
cemento

cementoCampagna lombarda, un ricordo che si affievolisce sempre di più. In cinquant’anni, dal 1955 al 2011, le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari. È quanto emerge dal dossier Terra tradita diffuso dalla Coldiretti Lombardia in occasione della protesta degli agricoltori contro il cemento killer.

Secondo i dati del dossier, la Lombardia soffoca sempre più tra strade, case e capannoni. In cinquant’anni il suolo urbanizzato è aumentato del 235%. Una colata di cemento che dagli Anni Cinquanta ha continuato a ingrandirsi rubando suolo agricolo e naturale, facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio.

Una situazione che è destinata a peggiorare complice la costruzione di nuove arterie autostradali. Teem, Brebemi e Pedemontana si mangeranno oltre 4mila ettari di suolo, coinvolgendo alcuni dei territori più urbanizzati della regione come Milano, Bergamo, Brescia e Monza, oltre a Lodi, Como e Varese.

Tra queste province, quella in cui il cemento è aumentato più velocemente è Brescia. Tra il 1999 e il 2007, infatti, sono stati urbanizzati 2,3 ettari al giorno per un totale di quasi 6.800 ettari in otto anni. Nello stesso periodo, nel Bergamasco si è persa un’estensione di suolo agricolo pari a circa 7 volte la superficie del Parco Nord Milano (da 82.426,4 ettari si è passati a 77.973,5 ettari), mentre nel Lodigiano l’area urbanizzata è aumentata del 15,6% (da 8.495,6 a 9.825,6 ettari). In provincia di Monza Brianza in 8 anni i campi coltivati sono diminuiti dell’8,2% passando da 16.117,8 a 14.786,8 ettari, mentre a Como e Varese nello stesso arco di tempo si è registrata una diminuzione di terre agricole compresa tra il 4% e il 5%.

Milano si conferma la provincia con più aree urbanizzate (62.618,8 ettari nel 2007), e proprio su questo territorio si sta realizzando una delle nuove grandi opere viabilistiche che stanno interessando la nostra regione: la Tangenziale Est Esterna di Milano. Trentadue chilometri lineari più altri trentotto di opere connesse, la Teem coinvolgerà, secondo le stime della Coldiretti Lombardia, circa 150 aziende agricole e occuperà una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati. Altra grande infrastruttura che interessa l’area del Milanese è la nuova autostrada Brescia Bergamo Milano (Brebemi), in procinto di essere inaugurata: una lingua d’asfalto di 62 Km che ha occupato circa 1.000 ettari di suolo.

Una volta concluse entrambe le opere, spiega il Dossier Terra tradita, con Teem e Brebemi si perderanno quasi 18 milioni di chili di mais, mentre solo nel tragitto della Tangenziale Est Esterna sono in pericolo circa duemila mucche che producono latte in parte destinato alla realizzazione del Grana Padano.

“In Lombardia” spiega Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia “è in atto un continuo consumo selvaggio di suolo. Non si vuole capire che meno campi e meno terreni non significa solo meno cibo e meno agricoltura, ma anche più inquinamento e meno sicurezza contro gli eventi meteorologici estremi che sempre più spesso si verificano anche nella nostra regione. Siamo scesi in piazza per denunciare questo trend negativo e per manifestare contro un atteggiamento ingiusto che si sta perpetrando verso gli agricoltori interessati dalla costruzione delle nuove autostrade. Oltre a dover subire il danno della perdita dei terreni, devono affrontare anche la beffa di vedersi negati, in tutto o in parte, i risarcimenti degli espropri subiti. È come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile?”.

Secondo quanto emerge dal Dossier Terra tradita, circa il 90% delle aziende agricole che hanno subito espropri per la costruzione della Teem e delle sue opere connesse non sanno ancora quanto e quando saranno pagati perché manca un protocollo d’intesa tra le associazioni di categoria e la società costruttrice. Su Brebemi, invece, la situazione è diversa: mentre la maggior parte delle 300 aziende coinvolte ha già ricevuto gli acconti degli indennizzi, c’è una situazione di stallo per i saldi che mancano ancora all’80% delle famiglie che hanno avuto l’azienda mutilata.

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