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DL Competitività, escono male le fonti rinnovabili

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

ises italia rinnovabiliFree, il gruppo di coordinamento che raggruppa circa 30 associazioni del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, giudica negativamente, nel complesso, le modifiche apportate al DL Competitività che contiene, tra l’altro, le norme spalma incentivi.

In particolare l’emendamento definitivo relativo alla norma spalma incentivi approvata dalla Commissioni Industria e Ambiente del Senato, si legge in una nota diffusa dall’associazione, è gravissimo perché retroattivo ed è un brutto segnale anche per chi investe dall’estero nel nostro Paese.

L’articolo 26 fa persino confusione tra la categoria degli operatori del fotovoltaico e quella delle altre fonti energetiche rinnovabili.

Sull’opzione 3 per prolungare il meccanismo degli incentivi e sulla nuova opzione della cartolarizzazione degli incentivi nella misura dell’80% presso un operatore finanziario, operazione questa in misura molto diversa proposta da Free nel passato, inoltre, ci si affida a una serie di provvedimenti che emanerà l’Autorità dopo l’approvazione di questo decreto.

Questa cartolarizzazione rischia di essere impraticabile, incomprensibile per i tempi indefiniti nei quali deve essere realizzata e non costituisce un bel risultato per un Esecutivo che si vanta di velocizzare. Per quello che riguarda il tema dell’autoconsumo, pur partendo da un principio sbagliato, si sono introdotti alcuni miglioramenti: il fatto che l’autoconsumo riguardi i nuovi impianti che entreranno in funzione dall’1 gennaio e che si prevede una soglia certa di aumento, non oltre il 2,5%, ogni due anni.

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