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Casa Hoval: un cantiere-laboratorio di bioedilizia

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casa hovalCostruire una nuova sede italiana in tempi record, in classe energetica A e renderlo laboratorio sul campo dove tecnologie Hoval e sistemi di costruzione interagiscano tra di loro: ecco l’obiettivo di Casa Hoval, voluta da David Herzog, amministratore delegato Hoval Italia che da qui a qualche mese sposterà la sede da Grassobbio a Zanica dove il cantiere è in piena attività.

Qui stanno contribuendo alla costruzione aziende specializzate quali Wolfsystem (strutture prefabbricate in legno e acciaio); Alpi Fenster (serramenti e porte di ingresso in legno e Pvc), Biral (pompe a basso consumo di energia), Sto (facciate, interni, ripristino del calcestruzzo e rivestimenti per pavimenti), Termigas (impianti tecnologici meccanici elettrici speciali).

Trabis è l’impresa di costruzione.

Rispetto alla progettazione tradizionale, che parte dall’architettura di un edificio per approdare in un secondo tempo all’analisi degli impianti, qui il percorso si è svolto in sinergia, fin dai primi step. Anche la scelta e l’analisi del sito, come il clima e microclima, l’orientamento, le ombreggiature, sono stati per esempio dettagli funzionali alle esigenze di elevata efficienza energetica e del benessere del microclima interno di Casa Hoval.

Ancora prima di elaborare il progetto impiantistico, lo Studio Solarraum (responsabile per il progetto architettonico, dell’interior design e del project management) ha cercato di orientare l’edificio in modo da poter ottimizzare il rapporto tra temperatura e umidità sia in inverno che in estate, prevenendo i possibili disagi che sarebbero potuti derivare dalle basse temperature invernali, ma anche dal surriscaldamento estivo.

Tecnicamente parlando si sono bilanciati apporti solari e perdite per trasmissione invernali ed estivi. Per questo motivo il progetto di Casa Hoval prevede ben pochi serramenti esposti verso sud. L’edificio è infatti stato volutamente orientato verso nord, verso est e in parte verso ovest (gli ultimi con accurata scelta di sistemi ombreggianti): una scelta che comporta un ridotto apporto solare, per ridurre i fabbisogni energetici di rinfrescamento estivo.

In caso contrario si sarebbe creato un notevole fabbisogno di climatizzazione e di deumidificazione, che sarebbe andato a gravare sul sistema impiantistico ed economico. Se il progetto architettonico guarda alla sostenibilità energetica, gli impianti vengono realizzati per produrre la minima energia realmente necessaria, non per coprire le lacune di un progetto architettonico non rivolto all’efficienza energetica.

Forti di una collaborazione nata qualche anno fa tra le rovine del sisma del 2009, Hoval e Wolfsystem/Wolfhaus, già partner per il progetto C.A.S.E. de L’Aquila, hanno fatto confluire nel settore terziario le tecnologie e il know how ormai ampiamente affermati nel settore residenziale.

Per rispondere ai requisiti del progetto, che prevedeva una struttura leggera e molto snella, si sono scelti come materiali il legno e l’acciaio. Sono realizzati in acciaio le travi e i pilastri, in legno lamellare il tetto del capannone, in legno il cubo a sbalzo che ospita la sala formazione.

Per le pareti è stato adottato il sistema Wolf Megawand, per il miglior comfort ambientale, tenendo conto anche del miglior rapporto termo-igrometrico possibile, con un valore di trasmittanza di 0,17. Per le facciate esterne è invece stato utilizzato un cappotto in EPS intonacato. Come in ambito residenziale, anche questo progetto è stato studiato tenendo presenti le esigenze del fruitore finale: il benessere di chi vi lavora. L’attenzione alla salubrità del microclima interno è un requisito fondamentale per poter aggiungere alla certificazione Casa Clima A il sigillo di qualità Work&Life.

Così Casa Hoval si dimostra essere un vero e proprio laboratorio di studio con tanto di monitoraggio, nel tempo, del comportamento termo-igrometrico delle pareti, tramite una serie di sensori interposti al loro interno.

Realizzando l’involucro con questo sistema prefabbricato in legno, certificato a livello europeo, non solo si garantiscono ottimi valori di transmittanza termica, ma anche la sicurezza di uno schermo costruttivo altamente resistente al fuoco, con pareti certificate REI 60.

Anche l’antisismica riveste un ruolo chiave nella progettazione di Casa Hoval. Era importante scegliere una struttura leggera. Per questo motivo si è cercato di alleggerire il più possibile lo scheletro dell’edificio, realizzando un macrotelaio in acciaio, pareti controventanti in legno e vano ascensore in cemento armato a cui si è fissata la struttura. L’utilizzo di un solaio a soletta collaborante ha inoltre consentito di coprire grandi luci, aumentare la resistenza e ridurre peso e spessore del solaio.

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