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Sistemi di accumulo, per ANIE è inspiegabile l’atteggiamento dell’Autorità

pubblicato il: - ultima modifica: 8 Agosto 2020
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Foto di anncapictures da Pixabay

energie rinnovabiliANIE Energia ha letto con forte preoccupazione quanto contenuto nella segnalazione al Governo e al Parlamento 348/2014/I/EEL relativa ai Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (SSPC) e alle Reti Private da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ed esprime la più ferma non condivisione di quanto sostenuto, sia in linea generale che rispetto ad alcuni punti specifici.

In particolare, sono riportate alcune osservazioni che sembrano ostacolare e limitare l’utilizzo di sistemi di accumulo abbinati a impianti di produzione da FER, fonti energetiche rinnovabili, nell’ambito di configurazioni di SEU.

Nicola Cosciani, Presidente del Gruppo Sistemi di Accumulo ANIE Energia, con una lettera a Bortoni ha chiesto un urgente incontro con il collegio dell’AEEGSI per chiarire la situazione.

“La segnalazione al Governo e al Parlamento” ha dichiarato Nicola Cosciani “contiene alcuni passaggi poco chiari e non sufficientemente motivati che comportano elevati rischi di rallentare lo sviluppo dell’autoconsumo e la diffusione dei sistemi di accumulo presso i consumatori finali, temi che meriterebbero lo stesso atteggiamento, giustamente attento e solerte, riservato ai progetti pilota di sistemi di accumulo collegati alle reti di trasmissione e a quelli connessi alla rete di distribuzione”.

Il quadro definitorio delle Reti Pubbliche, dei Sistemi di Distribuzione Chiusi (SDC) e dei SSPC ha trovato i propri orientamenti finali solamente nel maggio 2013 attraverso il documento per la consultazione (DCO) 183/2013/R/eel. Lo stesso lungo percorso di definizione ha portato, nel dicembre 2013, alla pubblicazione della delibera 578/2013/R/EEL, che istituisce la disciplina relativa ai Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (SSPC).

“Appena sei mesi dopo l’emanazione di questi interventi” continua Cosciani “il Decreto Legge 91/2014 (articolo 24) prima e la segnalazione AEEGSI in oggetto poi, introducono preoccupanti elementi di incertezza sul futuro delle suddette configurazioni impiantistiche minando l’avvio di diverse iniziative industriali riguardanti interventi di efficienza energetica e di sviluppo dell’autoapprovvigionamento energetico, anche e soprattutto in ambito di utilizzo residenziale”.

Da un lato prosegue l’attività normativa del CEI sull’abilitazione di tutte le funzionalità dei suddetti sistemi (il Comitato Tecnico CEI 316 è sorto su diretto impulso dell’AEEGSI e lavora con un mandato definito e condiviso dalla stessa Autorità); dall’altro quanto asserito in merito nella segnalazione denota perlomeno una scarsa conoscenza dei lavori in corso e rappresenta a tutti gli effetti una dichiarazione estemporanea non supportata da alcuna giustificazione oggettiva o quantitativa.

Inoltre, nella segnalazione in oggetto, l’AEEGSI sostiene, in maniera totalmente immotivata sia dal punto di vista tecnico che giuridico che, poiché la definizione di SEU presuppone la presenza esclusiva di impianti alimentati da fonti rinnovabili o in assetto cogenerativo ad alto rendimento, a stretto rigore, la presenza di sistemi di accumulo, in abbinamento con impianti FER, potrebbe comportare il venir meno della qualifica stessa di SEU. Ciò perchè l’utilizzo di sistemi di accumulo farebbe venir meno la natura di energia rinnovabile all’energia prodotta da un impianto rinnovabile (fotovoltaico), immagazzinata e successivamente rilasciata per alimentare un carico o per essere immessa in rete.

“In attesa di essere ricevuti dal collegio dell’AEEGSI per gli urgenti chiarimenti del caso” conclude Cosciani “auspico che l’Autorità stessa dia seguito in maniera rapida e senza ulteriori indugi a quanto richiesto da vari Decreti e dispositivi di legge già emanati in materia di sistemi di accumulo connessi alla rete BT/MT, pubblicando entro questa estate l’attesa delibera finalizzata a fornire certezze al mercato della generazione distribuita in autoconsumo, che attende da troppo tempo invano un provvedimento risolutorio per dare il proprio contributo di innovazione tecnologica a servizio del rilancio socio-economico del nostro Paese. Il settore industriale attende un segnale di attenzione forte dal mondo istituzionale, un segnale che non faccia spegnere per l’ennesima volta la speranza che anche l’Italia possa correre in testa al gruppo. Oggi vediamo Paesi come Germania, Stati Uniti, Corea, Australia che affrontano l’Energy Storage nelle sue varie declinazioni come una opportunità e mettono l’industria in grado di esprimere il proprio potenziale di creazione di valore e di posti di lavoro. Da noi invece ci soffermiamo a dirimere questioni di secondario livello di importanza”.

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