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Al mais serve il caldo: slitta di 15 giorni la raccolta in Lombardia

raccolta mais

raccolta maisSlitterà fra i 10 e i 15 giorni la raccolta del mais in Lombardia. Le temperature fredde dello scorso mese di luglio non hanno infatti permesso una maturazione completa delle pannocchie entro la tradizionale scadenza di Ferragosto causando un ritardo fino a 15 giorni per la raccolta sugli oltre 340mila ettari coltivati a livello regionale.

Il mais, come conferma la Coldiretti Lombardia,  è una coltura strategica perché è la base dell’alimentazione di oltre 500mila mucche lombarde che producono ogni anno il 40% di tutto il latte italiano.

Secondo una ricerca di Meteo.it a luglio in provincia di Milano ci sono stati dai 120 ai 200 millimetri di pioggia contro i 60 della media stagionale, con appena 4 giorni con temperature sopra i 30 gradi contro i 21 giorni del 2013. Mentre per domani l’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) prevede tempo di nuovo instabile con precipitazioni sui rilievi e in pianura.

“Il prodotto ha una buona qualità, ma se di solito si partiva con la raccolta entro la prima metà di agosto adesso arriveremo alla fine del mese” spiega dai campi di Villa Cortese (Milano) Alessandro Ubiali, cerealicoltore.

“L’andamento anomalo del meteo ha fatto slittare in avanti molti raccolti e anche sul mais siamo in ritardo” dice Giacomo Lussignoli, 47 anni, cerealicoltore di Ghedi, nel Bresciano.

Intanto le quotazioni sono in crescita: in una settimana sono passate da 187 a 194 euro alla tonnellata, con un incremento di 7 euro. Ma quello che si attende adesso è il sole, questo dicono gli agricoltori sul fronte del mais.

“Coltivo a mais 25 ettari per l’alimentazione delle mie bovine. Negli anni scorsi in questi giorni ero già in piena trinciatura del mais seminato a metà aprile. Quest’anno, invece, è tutto rimandato a fine agosto. È una strana estate: nelle scorse settimane abbiamo avuto giornate particolarmente fredde, addirittura era tornata la nebbia nei campi, sembrava di essere in pieno autunno. Le piante sono belle, verdi e rigogliose, ma sembra si siano fermate. La maturazione è in ritardo di circa venti giorni. Trincerò a fine mese” racconta Giancarlo Mazzotti, 30 anni, produttore di mais e allevatore di vacche da latte a Vescovato (Cremona).

“Grazie alle piogge di quest’anno le piante di mais sono cresciute molto bene e non sono state rovinate da eventi climatici estremi come grandinate e vento forte. Adesso però servono sole e caldo per far maturare le pannocchie e procedere alla raccolta. Per quanto mi riguarda, sono già in ritardo di 10-15 giorni” conferma Filippo Boffelli, che coltiva 30 ettari a mais alla Triulza di Codogno (Lodi).

“La mancanza del caldo tipico di questo periodo ha impedito lo sviluppo delle piante di mais soprattutto per quanto riguarda l’altezza che crea meno quantità di massa per chi utilizza questa pianta (trinciata) per uso zootecnico. La prossima settimana dovrebbero iniziare le prime opere di trinciatura sperando che il tempo regga, altri rinvii, a causa del maltempo e del clima, creerebbero disagi per l’alimentazione dei miei bovini da latte” dice da Bozzolo (Mantova), Paolo Rosa, 48 anni, allevatore.

“Stiamo aspettando che finalmente arrivi il bel tempo perché il mais ha bisogna di caldo per maturare; le continue piogge e le basse temperature delle scorse settimane infatti hanno lasciato il segno” sottolinea Elena Lazzarini produttrice di Fontanella (Bergamo).

“In origine avevamo in previsione di trinciare ai primi di agosto. E invece ritarderemo di una decina-quindicina di giorni, andando sicuramente dopo Ferragosto” conferma Giovanni Bosia, che coltiva 280 ettari di mais a Bascapè (Pavia) “Le temperature più basse della norma hanno rallentato la maturazione. Ora avremmo bisogno di un periodo di caldo e sole stabile, per poter poi entrare con le macchine in campo e poter trinciare senza problemi”.

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