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Smart city: campionare il presente per attivare le buone pratiche di domani

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città intelligentiRealizzare un’infrastruttura di rete capillare, sistema nervoso delle smart city, significa per i Comuni italiani estendere quanto già a disposizione.

Come saranno le città intelligenti del futuro? La tendenza generale è comunque verso un ideale di luogo cittadino pulito, di ambiente urbano sostenibile, in grado di contenere i consumi di energia, abbattere inquinamento ed emissioni nocive (CO2), riutilizzare risorse preziose come acqua e rifiuti.

Ma per elevare la qualità della vita dei cittadini, e attrarne di nuovi, saranno d’aiuto non solo le innovazioni tecnologiche, ma anche le buone pratiche, ossia interazioni frequenti tra cittadini e amministratori, informazioni puntuali sui trasporti pubblici, mobilità urbana green, spazi verdi e ambienti di lavoro accoglienti.

Le soluzioni che rendono possibili queste innovazioni nascono dall’incontro tra le tecnologie digitali (smart) e le innovazioni green, e vanno dall’efficienza energetica e le smart grid, alla mobilità sostenibile, all’open government, ai sistemi di trasporto intelligente e predittivo, l’innovazione nella gestione dei rifiuti, la riduzione degli sprechi e controllo della qualità dell’acqua.

Da non sottovalutare però il cambiamento richiesto alle persone, la necessità per le amministrazioni di promuovere una cultura di base, una smart education, per ottenere il coinvolgimento che parte dal basso. Le città del futuro avranno reti capillari, infrastrutture digitali che permetteranno nuove forme di comunicazione tra cittadini e amministrazioni, maggiore efficienza della macchina amministrativa, condivisione di informazioni e servizi, raccolta di dati georeferenziati da sensori e dalle stesse persone.

Queste ultime possono partecipare al network intelligente della città tramite gli smartphone. La raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati permetterà di ricavare informazioni sull’ambiente circostante, sulla situazione meteo, sul traffico, fornendo percorsi alternativi in caso di blocco della circolazione.

Realizzare un’infrastruttura di rete capillare, sistema nervoso della città intelligente, significa per i Comuni italiani estendere quanto già a disposizione: motivo per cui in molti si stanno attivando per realizzare un censimento completo sulle infrastrutture di rete (piano regolatore o catasto delle reti).

Nascono così le smart grid, reti elettriche intelligenti, pensate per i nuovi modelli di consumo energetico (permettono di determinare in anticipo le richieste di consumo e di adattare con flessibilità la produzione e il consumo di energia elettrica), ma oggi utilizzate anche per trasportare dati e quindi sviluppare servizi innovativi in reti ampie sul territorio.

Un esempio è quello dell’ottimizzazione dell’illuminazione stradale per il risparmio sui consumi di energia elettrica: già sperimentata in diversi centri di piccola grandezza in Italia, la soluzione si applica a una rete di lampioni, che vengono controllati da remoto per una variazione dell’illuminazione sulla base di un bisogno reale (traffico presente, ore della notte).

Utilizzando la stessa linea di trasmissione dati, i pali della luce possono essere dotati di altre soluzioni: di videosorveglianza, per aumentare la sicurezza pubblica o per monitorare il traffico e regolare i semafori, pannelli informativi per l’infomobilità e la promozione del turismo, sensori per il rilevamento acustico o ambientale, hotspot WiFi.

Nel suolo delle città scorrono invece reti di raccolta delle acque o di distribuzione del gas metano. Con riferimento all’acqua gli obiettivi sono quelli di un minore spreco (in genere dovuto a perdite lungo la rete) tramite sistemi di controllo da remoto, con l’inserimento di contatori e sensori intelligenti lungo la rete (smart pipeline).

Per i condotti di gas invece il telecontrollo va unito a procedure di sicurezza, per prevenire incidenti più gravi: variazioni oltre le soglie di allarme inviano informazioni che portano a un pronto intervento.

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