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La sostenibilità ambientale passa anche dalle città informate

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città intelligentiAl centro delle politiche ambientali rimarranno nei prossimi anni gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO2. E le città, in questo contesto, avranno il compito di guidare una rivoluzione che vedrà impegnati i singoli nell’adottare pratiche green in ogni momento, dall’utilizzo della bicicletta al posto della macchina, al riciclaggio dei rifiuti, al passaggio a fonti di energia pulita.

Appositi sistemi (pannelli pubblici, portali web del Comune) possono tener informata la cittadinanza sulla qualità dell’ambiente che li circonda. Il monitoraggio dell’aria, dell’acqua, dei suoni avverrà tramite sensori distribuiti in vari punti della città, per esempio come avviene oggi in alcuni casi sugli autobus cittadini.

Una maggiore attenzione all’utilizzo di acqua può portare a soluzioni per recuperare e riciclare l’acqua piovana, reinserendola nell’intero circuito idrico, dall’irrigazione fino ai servizi igienici. Anche i rifiuti non andrebbero persi, potendo servire nella produzione di biomassa per ridurre la complessiva richiesta energetica della città. La riqualificazione di spazi verdi va poi di pari passo alla promozione di comportamenti virtuosi: l’arredo pubblico viene fornito di hotspot per accessi WiFi liberi ricaricati da celle fotovoltaiche, bike sharing, colonnine per la ricarica di veicoli elettrici (motorini, biciclette a pedalata assistita).

Sempre nelle zone pubbliche, di pubblico passeggio o nei parcheggi, tettoie con celle fotovoltaiche permettono la generazione di energia elettrica distribuita. In ambienti particolari, come aree abitate con alta densità di popolazione e forte intensità di traffico veicolare, la qualità dell’aria può essere favorita da assorbitori di inquinanti atmosferici (come con la piattaforma Apa, Air Pollution Abatement, ideata dall’italiana Is Tech per ambienti industriali).

Per la raccolta dei rifiuti, invece, il tema è ottimizzare gli attuali modelli, per esempio con cassonetti intelligenti che comunicano alla centrale operativa quando sono pronti per essere svuotati. Oppure con piccoli robot che nei quartieri delle città storiche italiane, inaccessibili al traffico, girano di casa in casa e ringraziano chi consegna i sacchetti.

Soluzioni di tracciamento della movimentazione dei rifiuti (come nel progetto Trash Track, uscito dai laboratori del Senseable City del MIT, Massachusetts Institute of Technology) permettono di verificare l’efficacia dei sistemi di trasporto: i rifiuti vengono tracciati mediante delle etichette elettroniche che ancorate alla spazzatura, trasmettono informazioni ad appositi dispositivi cellulari.

Infine, saranno i singoli cittadini, con proprie proposte e iniziative, a favorire il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, come sta avvenendo per esempio ad Amsterdam, dove tramite un progetto di collective financing le famiglie di un quartiere periferico si sono organizzate per finanziare l’installazione di sistemi eolici per la produzione di energia elettrica a uso privato. Obiettivo del progetto Onze Energie (la Nostra Energia) è di arrivare a servire 8.000 abitazioni costruendo sette impianti eolici.

Attualmente l’iniziativa raccoglie 180 membri e il primo impianto eolico sarà realizzato arrivando a 1.200 famiglie.

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