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Agricoltura lombarda, nei campi un’azienda su quattro è donna

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
agricoltura lombarda

agricoltura lombardaIn Lombardia circa un’azienda agricola su quattro è guidata da una donna, per un totale di oltre 10mila realtà produttive. La presenza rosa sui campi, secondo gli ultimi dati della Camera di Commercio di Milano, pesa per il 22 percento sul totale delle aziende lombarde del settore.

Si tratta, spiega la Coldiretti Lombardia in occasione dei 60 anni di attività del movimento Donne Impresa, di oltre 3 punti in più rispetto a quel 18,6% che rappresenta l’incidenza femminile sul totale delle aziende di tutti i settori.

In particolare le zone più rosa sono quelle più dure dal punto di vista del lavoro agricolo, ossia le province di montagna come Sondrio (38% di incidenza), Lecco (con il 26,2%), Como e Bergamo (sopra il 24%). Mentre le province più maschili dal punto di vista agricolo sono Cremona con il 17,1% di donne alla guida di un’azienda e Lodi con il 14,3%.

“La maggiore incidenza delle imprese femminili nelle zone di montagna è legata anche al fatto che in quelle aree c’è, in proporzione, una maggiore presenza di aziende legate a una multifunzionalità dei servizi che va dall’agriturismo alla fattoria didattica alla vendita diretta, settori dove la sensibilità e la capacità organizzativa delle donne gioca un ruolo strategico” spiega Ermes Sagula, responsabile del Centro assistenza alle imprese della Coldiretti Lombardia.

Dopo quello del commercio, sottolinea la Coldiretti, a livello nazionale il settore agricolo è quello in cui la presenza femminile è maggiore tra le diverse attività economiche. L’ingresso progressivo delle donne nell’agricoltura lombarda e italiana è stato favorito dagli effetti della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nelle campagne italiane aprendo nuove opportunità occupazionali.

La presenza innovativa delle donne è infatti più diffusa nelle attività connesse a quella agricola come la trasformazione dei prodotti, il settore dell’agribenessere, le fattorie sociali, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy fino al protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica e negli agriturismi.

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