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Sblocca Italia, per il WWF si tratta di saldi di fine stagione per l’ambiente

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posizione del wwfIl decreto legge Sblocca Italia dà il via libera ai saldi di fine stagione per il territorio e le risorse del nostro Paese.

Deroghe alla normativa ordinaria di tutela del paesaggio e dell’ambiente, mani sul territorio e sul demanio dei privati e dei concessionari autostradali, depotenziamento delle procedure di valutazione ambientale, tutto sotto la regia del Governo centrale che emargina regioni, enti locali e cittadini grazie alla estensione della strategicità a intere categorie di interventi senza alcuna idea sulle priorità.

Il WWF nelle sue osservazioni e proposte di emendamento inviate a suo tempo alla Camera stigmatizza i contenuti del decreto legge 133/2014.

“L’Italia dovrebbe imparare a tutelare e valorizzare il proprio capitale naturale anziché dissiparlo in questa maniera. Con il decreto Sblocca Italia, si favoriscono i soliti insostenibili interessi speculativi, tutto ciò è pericoloso e controproducente per il futuro Paese. Sulle scelte fondamentali servono proposte lungimiranti e innovative, che tengano conto della crescente sensibilità ambientale dei cittadini” osserva la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi, che aggiunge “Il WWF Italia propone per l’energia la definizione di una roadmap di de carbonizzazione che consenta di coprire il 100% del fabbisogno nazionale con fonti rinnovabili e punti sul risparmio e l’efficienza energetica; per le infrastrutture l’abbandono del Programma delle infrastrutture strategiche (che ha fatto triplicare i costi in 13 anni, da 125,8 miliardi di euro a 375, e quasi quadruplicare il numero delle opere, da 115 a 405) a favore di un piano per ammodernare e potenziare le infrastrutture di trasporto esistente e per la realizzazione di piccole e medie opere immediatamente cantierabili, e di un programma per il risanamento del territorio e per l’adattamento ai cambiamenti climatici”.

Il WWF ricorda che i punti critici del decreto riguardano le valutazioni ambientali depotenziate, si va dalle norme che consentono al Commissario per l’AV/AC Napoli Bari di forzare i dissenso dei Ministeri dell’ambiente e dei beni culturali, all’estensione indiscriminata delle procedure accelerate autorizzative derivanti dalla legge Obiettivo a tutti gli inceneritori di rifiuti, gasdotti, rigassificatori, stoccaggi di gas, attività di ricerca, prospezione e stoccaggio sotterraneo di idrocarburi.

Tutto è strategico senza alcuna indicazione di priorità si forza su incenerimento, gasdotti e piattaforme petrolifere a mare e a terra, con il dichiarato intento di mettere fuori gioco regioni, enti locali e cittadini, quando l’Italia è il terzo Paese in Europa (dopo Francia e Germania) per numero di inceneritori e entro il 2025 l’Europa ha stabilito lo stop all’incenerimento dei rifiuti riciclabili, non indicare priorità su gasdotti e rigassificatori rischia di far scoppiare una bolla speculativa del gas; le riserve di idrocarburi in Italia sono scarse, il totale delle riserve certe di petrolio potrebbero coprire il fabbisogno nazionale solo per 13 mesi, mentre i danni ambientali a terra e a mare sono certi, a cominciare da quello che avverò in Basilicata che dovrebbe cedere 3/4 del proprio territorio alle servitù petrolifere.

Mano libera sul territorio, ai concessionari autostradali si permette di rinnovare senza gara i rapporti concessori con ANAS attraverso l’unificazione di tratte interconnesse, contigue, ovvero tra loro complementari ipotecando lo sviluppo territoriale e in parallelo si introducono forme di compensazione e di deroga alla pianificazione urbanistica, si costruisce un meccanismo per eludere il nulla osta delle Soprintendenze sulle autorizzazione paesaggistiche e si rendono disponibili i beni demaniali solo sulla base di una contrattazione in sede di accordo di programma.

Il WWF osserva in conclusione che il cosiddetto decreto Sblocca Italia non è altro che la riproposizione di vecchie formule, che favoriscono antichi e nuovi appetiti che prescindono dalla sostenibilità ambientale che costituisce il futuro dell’economia.

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