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Al Forum sul compostaggio il futuro del biometano come carburante

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biometanoC’è molta attesa per le linee guida sugli incentivi al biometano che saranno pubblicate il prossimo 31 ottobre. A ridosso di questa scadenza, è stato fatto il punto della situazione in occasione del 6° Forum sul compostaggio e il biogas organizzato dal CIC, Consorzio Italiano Compostatori, che si è svolto a Milano.

Dallo scorso dicembre, questa nuova fonte di energia ha trovato pieno riconoscimento anche in Italia, con un decreto ministeriale che ne incentiva la produzione a seconda dell’utilizzo: immesso in rete, usato per la cogenerazione o commercializzato per il settore trasporti. In quest’ultimo caso, il decreto offre degli incentivi maggiori qualora il biometano derivi da specifiche matrici come, per esempio, la parte organica dei rifiuti urbani.

Nel corso del suo intervento, il GSE ha comunicato le novità rispetto alle recenti normative in materia di biometano contenute nella Legge 116/2014 Competitività, che riguardano due scadenze fissate al prossimo 31 ottobre: specifiche semplificazioni per il procedimento di autorizzazione da parte delle Regioni e, soprattutto, l’emanazione di apposite direttive sulle condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione del servizio di connessione degli impianti di produzione di biometano da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.

I casi di ricerca e sperimentazione sul biometano aprono scenari avvincenti in particolar modo per il suo utilizzo per autotrazione. Un progetto di Centro Ricerche Fiat sta studiando lo sviluppo di un motore bicilindrico a biometano, in parallelo a un processo innovativo in grado di generare biometano da scarti biodegradabili, in collaborazione con ACEA Pinerolese, Environment Park di Torino e Hysytech.

Grazie a questo motore si stima di risparmiare l’emissione del 45% di CO2 rispetto a un motore tradizionale. Secondo i calcoli, con 540 milioni di m3/anno potrebbero essere alimentate 1.200.000 vetture utilitarie in un anno. Un altro progetto innovativo arriva dall’Emilia Romagna, dove ASTER, CRPA, SAFE, HERA, IREN e Regione stanno lavorando a un progetto per la realizzazione di due impianti di upgrading per la produzione di biometano da scarti organici, quindi proveniente da fonte rinnovabile.

Al centro del convegno, tuttavia, non c’è stato solamente il biometano. Altro importante tema trattato è l’impatto economico della buona raccolta dell’organico. I dati diffusi dal CIC parlano di un grado di impurezza medio del 5,1% sul materiale raccolto tra il 2008 e il 2014. Un risultato positivo che però ha ampi margini di miglioramento, come dimostra l’azione di comunicazione condotta da ETRA in Veneto nel 2009, che aveva come obiettivo quello di aumentare la sensibilità rispetto alla qualità dell’umido.

Da una percentuale di impurezza del 7-8%, grazie alla campagna informativa si è passati al 2-3%, con un abbattimento significativo dei costi di smaltimento degli scarti. A tal proposito, il CIC ha calcolato che la presenza di plastica tradizionale nell’umido costa ancora annualmente tra i 10 e 12 milioni di euro, necessari per separare le frazioni estranee da quelle organiche.

Nel corso del Forum sul compostaggio e il biogas c’è stato anche spazio per un approfondimento sul recupero di sfalci e potature provenienti dal verde pubblico e privato, oggetto dii tentativi di declassamento.

“Sfalci e potature fanno gola ad alcuni operatori del settore delle biomasse, che vorrebbero usare questi materiali a scopo energetico” ha dichiarato Massimo Centemero, direttore del CIC “Assieme al presidente Canovai abbiamo provato a cercare la ratio, ma non l’abbiamo trovata. Vediamo solo una sottrazione netta al nostro settore di un rifiuto fondamentale per il processo di compostaggio. Il CIC considera inammissibile e tecnicamente dannosa per il settore del recupero della materia organica, e per tutta la filiera della gestione dei rifiuti urbani, qualsiasi proposta di modifica delle leggi in materia di sfalci e potature”.

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