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Rapporto IPCC: cambiamenti climatici ed energie rinnovabili

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riscaldamento globalePubblicato il rapporto IPCC: cambiamenti climatici ed energie rinnovabili vanno a braccetto, entro il 2050 più di metà dell’energia sarà prodotta da fonti rinnovabili.

È importante per un imprenditore, che sia alle prime armi oppure che abbia già un’esperienza di diversi anni alle spalle, fare attenzione alle spese che deve affrontare per mandare avanti la propria azienda. Perché, sia dal punto di vista economico che da quello morale, si possono facilmente ottenere dei guadagni.

Pensiamo per esempio all’efficienza energetica di un edificio: le risorse rinnovabili hanno un impatto positivo sia sull’ambiente che sulle casse aziendali, e permettono a chi se ne occupa di far fruttare il tempo impiegato a mettere le tariffe di energia a confronto per trovare quella più conveniente, perché l’energia che serve all’azienda, se si installano per esempio dei pannelli solari, sarebbe autoprodotta.

E ieri l’IPCC, ovvero l’Intergovernmental Panel on Climate Change, una conferenza intergovernativa sponsorizzata dalle Nazioni Unite, ha pubblicato un rapporto sui cambiamenti climatici in seguito a una settimana di incontri e discussioni a riguardo. Il documento mostra come sia necessario che entro il 2050 più di metà dell’energia del pianeta debba essere prodotta da fonti a basse emissioni di inquinanti atmosferici, come per esempio l’energia nucleare, mentre entro il 2100 i combustibili fossili dovranno scomparire dalla lista delle fonti di energia.

È quindi interessante indagare come il binomio cambiamenti climatici ed energie rinnovabili sia stato in cima alla lista delle considerazioni dell’IPCC. Gli obiettivi da raggiungere in poco meno di novant’anni hanno la funzione di limitare l’incremento di temperatura sulla terra a 2°C.

Se queste linee guida non verranno seguite si arriverà a un riscaldamento e conseguente cambiamento di lunga durata in tutte le componenti del sistema climatico causato dalla continua emissione dei gas serra che porteranno alla possibilità sempre più crescente di creare danni severi, pervasivi e irreversibili per l’umanità e l’ecosistema. Per evitare che questo succeda si deve smettere di estrarre combustibili fossili dal sottosuolo oppure cercare di sviluppare delle tecnologie che siano in grado di isolare le emissioni di gas serra.

Ma dal momento che queste tecnologie non sono ancora efficaci, bisogna puntare sulle fonti rinnovabili. E il rapporto IPCC mostra come questo sia un argomento che era già stato affrontato negli anni passati. Il documento del 2013 infatti riportava l’ipotesi che il 95% del riscaldamento globale fosse causato dall’uomo, mentre prima ancora erano già state vagliate delle possibili soluzioni per affrontare l’impatto dell’aumento delle temperature.

Ma il rapporto IPCC pubblicato ieri ha ricordato come il periodo 1983-2012 sia stato il più caldo degli ultimi 1.400 anni, e che i primi effetti del riscaldamento globale siano già rilevabili nell’aumento di acidificazione degli oceani, nello scioglimento dei ghiacci artici e nella minore resa dei campi coltivati in diverse parti del mondo. E non bisogna dimenticarsi del fatto che se non si interviene in maniera pragmatica, come previsto dall’IPCC, entro la fine del secolo la temperatura si potrebbe alzare di 5°C rispetto alla media registrata nell’epoca pre-industriale.

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