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Efficienza energetica e green economy per fermare la disoccupazione

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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green economyIl Ministro del lavoro Poletti ha annunciato che occorre puntare su efficienza energetica e green economy, in arrivo 460mila nuovi posti di lavoro.

Al fine di rilanciare l’economia è essenziale che privati e imprese ottengano il credito necessario per effettuare investimenti e che sia data una nuova spinta al mercato del lavoro. Coloro che sono alla ricerca di un finanziamento possono ricorrere alle offerte di liquidità delle principali banche e intermediari finanziari mettendo i prestiti più convenienti a confronto e selezionando la soluzione maggiormente aderente alle specifiche richieste e necessità della propria famiglia o azienda.

Nell’ambito della seconda giornata degli Stati Generali della Green Economy 2014 si è affrontato il tema del rilancio delle imprese e dei posti di lavoro puntando su efficienza energetica e green economy. Con il Ministro del Lavoro Poletti si è discusso di queste tematiche a Rimini all’interno di Ecomondo-Key Energy-Cooperambiente, promossi dal Ministero dell’Ambiente e dal Consiglio Nazionale della Green Economy, di cui fanno parte 67 organizzazioni di imprese green, supportate anche dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

La green economy potrebbe costituire infatti una risposta concreta alla disoccupazione e in particolare potrebbe fornire una soluzione alla complessa condizione dei giovani (disoccupazione al 41%), sono 460mila i nuovi posti di lavoro che potrebbero crearsi se si investisse per migliorare l’efficienza energetica nel nostro Paese.

30.000 sarebbero connessi alla gestione della raccolta differenziata, 190.000 nel 2013 per gli interventi su impianti di rinnovabili e ancora migliaia di opportunità nell’ambito delle 50mila aziende Made in Italy che lavorano nel bio.

Secondo il Ministro Giuliano Poletti questi campi di applicazione potrebbero creare nuove imprese e, di conseguenza, numerosi posti di lavoro. È necessario però che il Governo individui un percorso semplice e concreto per accompagnare investitori e lavoratori in questa direzione.

Secondo il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi nel nostro Paese le imprese green sono sottovalutate così come le loro potenziali ricadute sul mercato del lavoro e dell’economia. Investire in questo settore potrebbe costituire concretamente il nuovo motore per rilanciare la ripresa.

Dagli Stati Generali della Green Economy sono arrivate due interessanti proposte per incentivare l’occupazione giovanile: ridurre considerevolmente per tre anni il prelievo fiscale sui nuovi contratti e istituire un efficiente Piano Giovani con un occhio di riguardo al mondo manufatturiero italiano che segua standard ecologici ed ecosostenibili. Rivedere in chiave green, per mezzo di ecoincentivi, l’industria italiana potrebbe immettere nuova linfa vitale nella filiera della produzione, riqualificare e risanare impianti e produzione, favorire le start up di imprese giovanile della green economy.

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