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Prevedere le frane con semafori, droni e innovativi sistemi di allerta

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
prevedere le frane

prevedere le franePrevedere le frane grazie a semafori, droni e sistemi di allerta basati sulla misurazione delle piogge. Queste le nuove tecnologie per mappare e prevedere i fenomeni franosi presentate al XII congresso dell’International Association of Engineering Geology and the Environment (IAEG) svoltosi a Torino, dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Irpi-CNR).

Tra le novità di rilievo, il sistema di monitoraggio per il rilevamento delle colate detritiche Almond-F (ALarm and MONitoring system for Debris-Flow) a cui può essere collegato un semaforo per avvisare dell’arrivo di una frana.

Si tratta di un dispositivo dotato di lampeggiante che rileva l’evento mediante specifici algoritmi che analizzano e interpretano il segnale proveniente da una rete di sensori microsismici in grado di attivarsi con le vibrazioni del suolo (geofoni), spiega Massimo Arattano di Irpi-CNR.

Un prototipo è stato testato con successo in Alto Adige nel bacino del torrente Gadria, una zona particolarmente soggetta a colate detritiche, una tipologia di frana temibile per la sua velocità e forza distruttiva. In occasione dell’imponente colata detritica verificatasi lo scorso 15 luglio (vedi il filmato sottostante), l’attivazione e il successivo spegnimento del lampeggiante sono avvenuti correttamente nel punto in cui sono installati i sensori, testimoniando l’efficacia del sistema e la possibilità di collegarlo a un impianto semaforico.

Dai sensori sismici all’utilizzo di droni per la gestione dei disastri naturali il passo è breve. Da anni i droni sono utilizzati nel monitoraggio del territorio. Al convegno è stata presentata una procedura che li utilizza per eseguire indagini di fotogrammetria e analisi di monitoraggio negli scenari di frana: le immagini acquisite vengono elaborate con algoritmi di computer vision e sviluppate per applicazioni fotografiche.

“Grazie alla particolare forma a V del drone da noi utilizzato, le eliche non rientrano nel campo visivo della telecamera durante il volo e la nuova configurazione dei motori garantisce una maggiore affidabilità nelle aree urbane: alcuni esempi di applicazioni dimostrano le potenzialità di questo metodo in scenari di frane reali” affermano Daniele Giordan e Andrea Manconi di Irpi-CNR.

Infine, dalla collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e nel contesto del progetto europeo Lampre (Landslide modelling and tools for vulnerability assessment preparedness and recovery management), arriva il prototipo di Sistema di allertamento nazionale per la possibile occorrenza di fenomeni franosi indotti da piogge (Sanf), in grado di integrare le misure di oltre 2000 pluviometri per confrontarle con le soglie di pioggia delle mappe di suscettibilità da frana, così da monitorare in tempo reale il possibile verificarsi di nuovi fenomeni.

“Riconoscere, mappare e prevedere le frane innescate da precipitazioni intense, da un terremoto o dalla rapida fusione della neve è importante, sia per capire e misurare come si evolve il paesaggio, sia per scopi di protezione civile e per la corretta pianificazione territoriale. I nostri ricercatori hanno messo a punto tecnologie che raggiungono accuratezze inedite per la mappatura di frane a partire da immagini satellitari ottiche ad altissima risoluzione” sottolinea il direttore di Irpi-CNR Fausto Guzzetti.

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