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Taste of Christmas: il primo food festival natalizio italiano

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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taste of christmasDal 28 al 30 novembre Verona apre le porte di un prestigioso palazzo storico all’evento di punta di Natale 2014. Incastonato nella magnifica cornice di Palazzo Forti, AMO Arena Museo Opera ospita Taste of Christmas: il primo food festival natalizio italiano che prende vita all’interno di un museo.

L’eccellenza enogastronomica, la musica lirica, la sostenibilità e l’atmosfera magica del Natale saranno i protagonisti principali di uno spettacolo unico nel suo genere fatto di ricette natalizie, segreti degli chef stellati più prestigiosi, piatti green, esperienze del gusto nuove, prodotti di alta qualità, vini pregiati, piatti ispirati alle opere liriche più famose.

Taste of Christmas è il nuovo appuntamento dedicato alla celebrazione dell’alta cucina che arricchisce il network internazionale dei Taste Festivals mondiali! Dopo Taste of Milano e Taste of Roma, anche a Verona gli appassionati gourmet potranno gustare piatti firmati dai ristoranti più acclamati della città e del territorio, avvicinare i migliori chef e mettere le mani in pasta con corsi di cucina interattivi.

Gli chef stellati Elia e Matteo Rizzo (Ristorante Il Desco di Verona), Nicola Portinari (Ristorante La Peca a Lonigo Vicenza), Leandro Luppi (Ristorante Vecchia Malcesine) e Giuseppe D’Aquino (Ristorante Oseleta a Cavaion Veronese) sono, quindi, pronti a realizzare un menu di tre piatti ciascuno con cui dare un assaggio della filosofia e creatività che li contraddistinguono e a incontrare vis à vis il grande pubblico.

Come per gli appuntamenti di Milano e Roma, anche a Taste of Christmas si parlerà di sostenibilità in cucina, grazie alla collaborazione con Cloros, la società di Verona specializzata in servizi e progetti di sostenibilità. Ciascuno chef, infatti, ha realizzato un piatto green che Cloros ha analizzato valutandone il ciclo di vita dalla terra alla tavola.

Sono stati presi in considerazione diversi aspetti come la provenienza delle materie prime, il metodo di coltivazione o allevamento e l’uso di pesticidi; la trasformazione degli ingredienti, la possibilità di tracciatura e il loro trasporto; le emissioni di CO2 legate alle fasi di preparazione dei piatti (Carbon footprint) o l’uso di acqua (Water footprint). Per ciascuna di queste ricette sono state identificate tre Forchettate di Sostenibilità.

“La collaborazione tra Cloros e Taste” spiega Michele Facci, Direttore Operativo di Cloros “ha proprio la finalità di accrescere la consapevolezza di quello che significa un agire sostenibile in cucina. Un agire che parte da piccoli gesti come la scelta degli ingredienti o il metodo di cottura, ma che possono avere conseguenze molto importanti, per come influenzano la sfera economica, come impattano sulla sfera ambientale e per le condizioni sociali dei soggetti coinvolti nella filiera. Dall’analisi delle ricette abbiamo delineato le tre Forchettate di Sostenibilità, ossia i tre elementi che mettono in evidenza gli aspetti green del piatto per avvicinare il pubblico al tema della sostenibilità in modo semplice e immediato”.

L’Ovetto al tartufo bianco di Elia e Matteo Rizzo (Il Desco) si distingue per la presenza di scarti minimi in fase di lavorazione delle materie prime, per l’utilizzo di ingredienti privi di conservati artificiali e di prodotti sottoposti a sistema di tracciabilità. La ricetta degli chef Rizzo ha inoltre registrato i minori livelli di Carbon Footprint e Water Footprint.

Nel Tonno del Garda con uova e misticanza di Leandro Luppi (Vecchia Malcesine) le forchettate riguardano la trasformazione delle materie prime nulla o di tipo artigianale, nonché l’utilizzo di ingredienti da coltivazioni prive di pesticidi/erbicidi e biologici.

Anche Giuseppe D’Aquino (Oseleta) nella sua Ricciola, caprino, sorbetto al sedano, acqua di pomodoro del Piennolo ha prediletto l’uso di ingredienti provenienti da coltivazioni prive di pesticidi/erbicidi, trasformando le materie prime in modo nullo o artigianale. Inoltre il pesce, ingrediente principale del piatto, è stato pescato in mare e non proviene da acquacoltura.

Nicola Portinari (La Peca) con il suo Riso ai lieviti Bellaguardia, il dolce, l’amaro, l’acido, speziato e salato ha utilizzato prodotti biologici, materie prime sottoposte a lavorazione di tipo artigianale e a sistemi di tracciabilità.

In linea con i temi di Expo 2015 legati all’energia per la vita, il festival intende dunque sensibilizzare il pubblico alla cultura di una cucina sostenibile. Il piatto green realizzato dagli chef vuole distinguersi da un lato per la sostenibilità ambientale e dall’altro per l’energia positiva che il piatto stesso può generare in chi lo assaggia. Il risultato sarà quello che Taste ama definire Food Print.

I piaceri della tavola, si sa, hanno sempre fatto parte della vita dei più importanti compositori; alcuni di loro si sono addirittura dilettati a creare il loro piatto particolare in una perfetta trasposizione dalla musica all’arte culinaria. In vista dell’apertura della stagione operistica al Teatro Filarmonico di Verona e del Festival Areniano 2015, gli chef hanno studiato anche un piatto tutto dedicato ad AMO e ispirato a una delle opere in calendario, La Tosca, Il Barbiere di Siviglia, Don Giovanni e Roméo et Juliette.

“Rispetto agli altri Taste festival italiani, nella città dell’Opera lirica italiana, c’è una grossa novità: sarà possibile assaporare piatti di alta cucina tra gli originali abiti di scena indossati nelle rappresentazioni delle più importanti opere liriche e degustare delizie natalizie ispirate alle opere dei compositori più famosi. Tutto si svolge in una location affascinante ed esclusiva come AMO, il Museo di Fondazione Arena di Verona vocato alla musica e alla cultura operistica” spiega Silvia Dorigo, amministratore delegato di Brand Events Italy, società che in Italia organizza i Taste Festivals “Il successo che le edizioni di Milano e di Roma hanno avuto in questi anni, richiamando 100mila visitatori e più di 200 top chef, ci ha convinto a dar vita alla terza tappa natalizia di Taste of Christmas in un territorio, come quello di Verona e dintorni, che vanta una varietà di eccellenze enogastronomiche di alto livello e maestri di cucina affermati nel panorama internazionale”.

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