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Precipitazioni anomale: la guida del CNR alle alluvioni

pubblicato il: - ultima modifica: 8 Agosto 2020
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alluvioniNel 2014 molte regioni italiane sono state interessate da abbondanti precipitazioni, che hanno causato smottamenti e frane, con un pesante bilancio in termini di vite umane e di danni. L’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr ha pubblicato un vademecum con le indicazioni sui comportamenti da tenere e quelli da evitare in caso di alluvioni.

Innanzitutto, dice Fausto Guzzetti, direttore dell’Irpi-Cnr, è fondamentale la conoscenza del territorio in cui si vive e lavora e sapere se si trova in una zona a rischio. In tal caso, bisogna informarsi sul piano di emergenza adottato dal proprio Comune e dotare l’abitazione di sistemi di protezione: sacchi di sabbia, paratie mobili anti allagamento, cassetta di pronto soccorso, torce elettriche, radio a batteria, candele, accendini, scorte di acqua e alimenti non deperibili, copia dei propri documenti e numeri di emergenza a portata di mano.

Quando l’alluvione arriva, durante la fase di allerta bisogna spostarsi nei piani più alti delle abitazioni e nelle stanze più lontane dai versanti e, se si vive al pian terreno, abbandonare la casa, spiega il direttore dell’Irpi-Cnr.

Non si devono utilizzare ascensori né bere acqua dal rubinetto perché potrebbe essere contaminata; vanno disattivati gli impianti di acqua, gas ed elettricità. Se si sentono scricchiolii o si vedono crepe sui muri, è indispensabile avvertire le autorità e allontanarsi da casa per raggiungere le aree di raccolta, indicate nel piano di protezione civile del Comune.

Non mancano suggerimenti su come comportarsi quando si è all’esterno, anche se, precisa Guzzetti, si deve uscire di casa solo se davvero necessario e sempre dopo aver avvertito familiari e parenti. Fuori casa, bisogna evitare di percorrere sottopassi e ponti che si trovano su torrenti e fiumi in piena, non sostare lungo gli argini o in vicinanza di corsi d’acqua, non transitare lungo strade in prossimità di pareti rocciose. È preferibile, inoltre, non usare l’auto, in quanto bastano pochi centimetri di acqua per far spegnere il motore, e non si deve provare a metterla in salvo perché il garage potrebbe essere allagato.

Occorre infine tenersi aggiornati sull’evolversi della situazione. Le frane si possono verificare anche ore o giorni dopo la fine della pioggia, perciò è bene prestare attenzione ai versanti, in particolare a quelli da cui esce acqua, conclude il ricercatore.

Prima di riattivare gli impianti elettrici, dell’acqua o del gas, è utile assicurarsi che non siano danneggiati; la pulizia del fango in cantine, interrati e seminterrati va posticipata se c’è ancora allerta. Un comportamento corretto e responsabile oltre a diminuire l’entità dei danni permette un ritorno più veloce alla normalità dopo le alluvioni.

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