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Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese

pubblicato il: - ultima modifica: 8 Agosto 2020
riconversione ecologica

riconversione ecologicaÈ stata presentata oggi a Palazzo Chigi da sedici associazioni l’Agenda ambientalista, che sollecita al Governo una strategia innovativa per la riconversione ecologica del Paese, per usare l’eccellenza in campo ambientale come leva per uscire dalla crisi.

La giusta considerazione della dimensione ecologica nelle scelte di politica economica deve dar vita a un nuovo Patto sociale basato sulla qualità, l’efficienza energetica e la sostenibilità per far uscire il Paese dalla crisi. Bisogna mettere fine all’inazione, c’è bisogno di un programma collegiale e unitario del Governo che individui azioni innovative per garantire il benessere degli italiani e lo sviluppo del Paese dando valore alla ricchezza del suo capitale naturale (la più ricca biodiversità d’Europa) e superando il deficit ecologico che sta diventando un handicap per il rilancio dell’economia.

È un deficit che, per esempio, si rileva dalle 16 procedure d’infrazione comunitarie ancora aperte in campo ambientale (fonte: Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio) e dalle emergenze nazionali relative a singoli casi come Ilva, Eternit, Vado Ligure o di sistema come la cementificazione e il dissesto del territorio, la gestione dei rifiuti, le bonifiche e la qualità delle acque.

Questo chiedono al Governo 16 Associazioni ambientaliste riconosciute, presentando oggi al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio l’Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese: 55 proposte sui 15 filoni tematici salienti per il rilancio del Paese.

Clima e energia; trasporti e infrastrutture; consumo del suolo; difesa del suolo; bonifiche; biodiversità e aree protette; mare; montagna; beni culturali e paesaggistici; agricoltura; turismo e ambiente; Ministero dell’ambiente; diritti e delitti ambientali; andare oltre il PIL; informazione ed educazione ambientale.

L’Agenda ambientalista verrà successivamente presentata dal cartello delle associazioni anche alle forze economiche e sociali. Sui contenuti dell’agenda le associazioni ambientaliste, considerando come positiva l’apertura al dialogo da parte del Governo, chiedono che si possa avere un confronto più approfondito progressivo nel merito delle soluzioni proposte.

Le associazioni ricordano come l’ecologia sia già parte integrante dell’economia europea: sono 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia (fonte: Commissione Europea, 2012) e sono già oggi 14,6 milioni i posti di lavoro assicurati dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici (Commissione Europea, 2011).

In Italia, come documentato nel Rapporto GreenItaly 2014, elaborato da Unioncamere e dalla Fondazione Symbola, emerge che alla green economy si devono 101 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 10,2% dell’economia nazionale e che i cosiddetti green job sono oggi in Italia più di 3 milioni. Le richieste dell’Agenda ambientalista vanno proprio in questa direzione.

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