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Energia dai rifiuti, l’Italia esce bene dal rapporto ISPRA

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energia dai rifiutiSecondo i dati del rapporto Ispra-Federambiente in Italia il recupero di energia dai rifiuti è raddoppiato in dieci anni arrivando a produrre 5 TWh l’anno.

Ridurre gli sprechi di energia ed adottare un consumo ecosostenibili è un’esigenza condivisa dai più, per questa ragione mettere E.ON e le sue proposte a confronto con Illumia, Acea Energia e le altre maggiori compagnie per la fornitura elettrica risulterà essenziale al fine di risparmiare e abbattere le emissioni di CO2.

Tuttavia a giocare un ruolo essenziale nel campo energetico sono le innovazioni e le prassi virtuose al servizio della cittadinanza. L’ultimo rapporto Ispra-Federambiente Recupero energetico dai rifiuti urbani mette in luce come gli italiani siano riusciti negli ultimi dieci anni a raddoppiare il recupero di energia dai rifiuti.

Secondo il rapporto Ispra-Federambiente l’energia ottenuta nel nostro Paese trattando i rifiuti urbani supera i 5 TWh. Nell’ultimo anno, sono stati recuperati 4.193 GWh di elettricità e 1.508 GWh di energia termica, ovvero l’equivalente al fabbisogno energetico di grandi città come Napoli o Torino.

Negli ultimi 10 anni, tra il 2003 (1.885 GWh di energia elettrica e 492 GWh di energia termica) e il 2013 il recupero di energia dai rifiuti, rivela il rapporto Ispra-Federambiente è più che raddoppiato.

Del resto, a livello di impianti e infrastrutture siamo ormai pienamente in linea con gli standard europee, in Italia non c’è un solo impianto che tratti rifiuti senza trarne energia. L’analisi dei dati sulla gestione dei rifiuti urbani nei 28 Paesi dell’Unione mostra che il 15% dei rifiuti urbani gestiti da tutti gli Stati membri è avviato a compostaggio, il 28% a riciclaggio, mentre il 24% è avviato a incenerimento. Il 33%, infine, è smaltito in discarica.

Si può constatare dunque, come l’incenerimento dei rifiuti si sposi e compensi il riciclo dei rifiuti. A dimostrarlo sono le elevate percentuali di riciclaggio registrate nei Paesi che fanno maggiore ricorso all’incenerimento, come per esempio la Germania (35% dei rifiuti trattati con l’incenerimento, 65% avviati al riciclaggio).

Sul territorio italiano troviamo 45 impianti di incenerimento che trattano 7,3 tonnellate di rifiuti l’anno, ne consegue una capacità termica di 3.045 MW e una potenza elettrica installata di 848 MW. Nel dettaglio troviamo 28 impianti (con 56 linee) nelle regioni del Nord, 9 (con 16 linee) in quelle del Centro e 8 (con 16 linee) al Sud.

Nel 2013, sono stati inviati a impianti di incenerimento il 18,2% dei rifiuti urbani prodotti complessivamente in Italia. La tipologia più diffusa, si legge nel rapporto Ispra-Federambiente, è quella degli combustori a griglia con l’87,3% seguiti dal letto fluido (10,8%) e dal tamburo rotante (2,0%). Fa bene quindi constatare come nel recupero dell’energia dai rifiuti l’Italia sia tra i primi in Europa.

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