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Dissesto idrogeologico: delocalizzare le strutture in zone a rischio

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
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dissesto idrogeologico alluvione poGabriele Cesari, Presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna, si dichiara soddisfatto dell’incontro tenutosi a Parma tra Enti e Istituzioni sul tema del dissesto idrogeologico a dimostrazione che la collaborazione e la coordinazione fra le istituzioni e i tecnici è possibile ed è presupposto fondamentale per un cambio di passo.

Paola Gazzolo, commissario per la mitigazione del rischio idrogeologico, ha annunciato parole importanti: il nuovo Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini metterà al centro della sua politica territoriale lo stop al consumo di suolo.

Questo è un punto fondamentale per la salvaguardia del territorio di cui si chiede l’attivazione in tempi rapidi e sui cui interventi l’Ordine dei geologi vigilerà attentamente, dando sostegno concreto con le conoscenze tecniche.

Il presidente Cesari si dichiara molto contento di aver potuto constatare come ci sia una coordinazione attiva ed efficace fra Provincia, Comune e Regione basata sul lavoro dei tecnici. Il coordinamento fra le istituzioni, al di la dei partismi, è elemento essenziale per una politica di prevenzione efficace che abbia al centro la conoscenza scientifica delle problematiche del territorio.

Altro punto importante che si è affrontato è la necessità di incentivare concretamente la delocalizzazione di strutture e infrastrutture che insistono in zone a elevato rischio idrogeologico e favorire un riequilibrio della distribuzione degli insediamenti tra città e territori montani, rimediando alle scelte del passato.

A due mesi dall’alluvione del Po, l’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna, in collaborazione con il Comune e della Provincia di Parma, del Consorzio di Bonifica Parmense e dello stesse presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano ha organizzato il convegno rivolto a cittadini, istituzioni e rappresentanti del territorio per parlare del dissesto idrogeologico.

Molte le domande a cui si è cercato di dare qualche risposta e tante le idee e le proposte che i tecnici consegneranno alle istituzioni. I numeri delle catastrofi sono impressionanti. Li ha forniti Paola Gazzolo, assessore uscente della Regione Emilia Romagna e commissario per la mitigazione del rischio idrogeologico: in Italia negli ultimi 50 anni i disastri ambientali hanno prodotto danni per 670 milioni di euro; lo Stato spende ogni anno 3,5 miliardi per mettere qualche riparo alle catastrofi naturali; di contro, in poco meno di 30 anni sono stati investiti in tutto 2 miseri miliardi per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

Paola Gazzolo ha quindi confermato che sono stati stanziati i primi 14 milioni per la catastrofe di Parma e Piacenza e ha annunciato che l’AIPO sta provvedendo alla progettazione definitiva della cassa di espansione sul Baganza, che rientra fra le priorità assolute nella politica regionale, il cui fabbisogno è già stato quantificato in oltre un miliardo di euro.

Resta da vedere quanto arriverà in Emilia dei 7 miliardi previsti dal Governo Renzi a livello nazionale e come trovare le risorse per completare il quadro delle priorità individuate. Infine, la stessa Gazzolo ha annunciato che il nuovo Presidente della Regione Bonaccini metterà al centro della sua politica territoriale lo stop al consumo di suolo, la certezza per gli interventi programmati di difesa del territorio e la manutenzione per prevenire le frane e curare i mali della rete idrografica per curare il dissesto idrogeologico del territorio.

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