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Sud Est Europa: un piano per ridurre i gas serra

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
gas serra

gas serraA Roma si confrontano i ministeri dell’Ambiente dei paesi del Sud Est Europa cercando di formulare strategie per ridurre i gas serra e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Vengono da diversi paesi dell’Europa sud orientale i Ministri dell’ambiente che il 18 dicembre si riuniranno a Roma per presentare le azioni promosse dai loro governi per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Queste misure sono il risultato di un progetto europeo coordinato dall’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) per attuare le normative europee sul clima. Aprirà l’incontro Francesco La Camera, direttore generale del ministero dell’Ambiente italiano.

In Albania le emissioni di gas serra legate alla produzione di energia sono piuttosto basse perché gran parte dell’energia elettrica deriva da centrali idroelettriche. Nel settore agricolo, invece, il livello di emissioni è molto più alto. Anche Croazia e Montenegro hanno buona capacità idroelettrica, ma fanno pure massiccio ricorso ai combustibili fossili.

“Per quanto riguarda la riduzione dei gas serra, i paesi dei Balcani occidentali formano un quadro variegato con esigenze e risorse diverse. Alcuni Stati sono già membri dell’Unione europea, mentre altri hanno avviato le trattative per l’adesione. In questi due anni abbiamo lavorato per sostenere i governi nella preparazione e nel potenziamento delle normative europee sui cambiamenti climatici” spiega Daniele Vettorato, ricercatore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC e coordinatore del progetto LocSEE (Low Carbon South East Europe) che oltre ai ministeri dell’Ambiente di Slovenia, Ungheria, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Albania coinvolge anche partner da Italia, Austria e Grecia. Lo scopo del network è quello di rafforzare la collaborazione tra i paesi dei Balcani occidentali e gli Stati confinanti, in modo da trovare linee comuni per tutta l’area adriatico-ionica.

Ogni paese ha istituito un gruppo nazionale di lavoro composto da rappresentanti del ministero dell’Ambiente e dai soggetti coinvolti nelle politiche che verranno sviluppate. Questi gruppi hanno sviluppato delle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici concentrandosi sulle priorità nazionali, per esempio: smaltimento dei rifiuti, trasporti, edilizia.

Per ogni paese coinvolto i ricercatori hanno raccolto leggi, dati e statistiche per avere una fotografia dettagliata di come si sono sviluppate le politiche sui cambiamenti climatici. Questo rapporto contiene anche informazioni sui finanziamenti per le aziende e per gli enti pubblici che adottano misure a tutela dell’ambiente. Per i Balcani è la prima volta che viene redatto un rapporto di questo tipo.

Il Ministero dell’Ambiente italiano è osservatore del progetto e ha contribuito condividendo un’iniziativa che mira a ridurre le emissioni di CO2 nel settore industriale.

Queste esperienze verranno presentate a Roma nel corso della conferenza finale del progetto che si terrà giovedì 18 dicembre dalle ore 9 presso l’Hotel Radisson Blue (via Turati 171) a cui intervengono i ministri dell’Ambiente dei paesi coinvolti. L’Italia sarà rappresentata dal direttore generale del ministero dell’Ambiente Francesco La Camera, da Benedetta Dell’Anno che illustrerà le innovazioni rivolte alle imprese e dai ricercatori dell’EURAC che hanno coordinato il progetto. In rappresentanza della Commissione europea, che ha finanziato il progetto per la riduzione dei gas serra attraverso il programma South East Europe, parteciperà alla conferenza Roberta Calcina.

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