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Riflessioni su energia, Natale e futuro prossimo

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
mario biondi

mario biondiAbbiamo voluto pubblicare, in vicinanza del Natale e delle vacanze di fine anno, le riflessioni su energia e futuro prossimo di Mario Biondi, titolare dello Studio Associato di Consulenza Energetica di Napoli.

Un percorso che vuole farci gli auguri invitandoci a riflettere sul termine energia e sulle sue implicazioni, troppo spesso considerate soltanto da un punto di vista “tecnico”.

Ecco quindi gli auguri di Mario Biondi a cui associamo quelli di Edizioni Green Planner e di tutta la sua redazione, il marketing e la pubblicità. Buon Natale!

Carissimi Amici e Colleghi, nell’auspicio che la presente nota possa trovarvi in buona salute desideriamo anche quest’anno, come da prassi ormai consolidata, formulare i nostri migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno 2015.

Contrariamente agli anni scorsi dove il nostro augurio si accompagnava a scenari di sviluppo in materia energetica o nell’illustrare tecnologie a nostro avviso particolarmente innovative quest’anno il nostro messaggio di augurio, in linea con i tempi che viviamo, vuole essere maggiormente orientato per un autentico momento di riflessione e di coinvolgimento collettivo.

Quella che comunemente e in senso ampio siamo soliti chiamare energia è stata da sempre classificata come una materia tipica delle discipline scientifiche; pensiamo per esempio al complesso calcolo matematico per la determinazione del risparmio energetico di un banale rifasamento elettrico

tabella 1

oppure alla quantificazione del risparmio netto di energia primaria per l’installazione, su un motore elettrico, di un altrettanto banale inverter.

tabella 2

Se continuiamo a esprimerci con questa terminologia la connotazione scientifica della materia si manifesta in tutta la sua evidenza ma anche in tutta la sua freddezza, lontana dal comune sentire ed esclusivamente per burocrati e addetti ai lavori.

La suggestione che vogliamo in questa sede proporre consiste invece nel sottrarre la materia energia dal dibattito scientifico per inserirla (a nostro avviso a pieno titolo) tra le discipline umanistiche; ovvero tra quelle materie che studiano l’Uomo, le relazioni sociali e il rapporto tra l’uomo e le condizioni di vita sul pianeta.

Come potete notare trasferendo semplicemente i termini di attribuzione (da materia scientifica a materia umanistica) l’argomento energia diventa d’improvviso materia viva dove anche le persone non strettamente addette ai lavori possono esprimere le loro opinioni e contribuire al dibattito.

Sottolineando quindi l’essenza umanistica della disciplina (ovvero ciò che riguarda l’Uomo e le condizioni di vita dell’uomo sul pianeta) non possiamo sottrarci dal riportare l’accorato appello della Dott.ssa Maria Van der Hoeven (Direttore Esecutivo della International Energy Agency) rivolto alle Giovani generazioni di Leaders e avente per oggetto il cambiamento climatico in corso. Il messaggio video, della durata di poco più di sette minuti, è visibile integralmente sul sito della IEA.

La Dott.ssa Van der Hoeven, nell’illustrare la Sua parabola professionale, delinea per le future generazioni uno scenario inquietante se non si pongono immediati e drastici rimedi verso quei comportamenti dell’Uomo che stanno contribuendo in modo sostanziale all’alterazione degli equilibri climatici.

Stante i ritmi di emissione in atmosfera di gas a effetto serra assisteremo, entro l’anno 2050, a un aumento della temperatura media dell’atmosfera di circa 4 gradi Celsius che rappresenterebbe una soglia non gestibile per l’umanità in termine di variazione climatica.

Per contenere l’aumento della temperatura dell’atmosfera nel valore massimo di 2 gradi Celsius (soglia ormai unanimemente ritenuta la massima possibile per la sopravvivenza dell’uomo sul pianeta) dovremmo ridurre immediatamente e a livello globale i consumi energetici da fonti fossili stimati nella misura del:

  • 34% nella produzione di energia elettrica
  • 24% negli edifici
  • 18% nei trasporti
  • 16% nell’industria
  • 8% negli altri usi

Il nostro corrispondente per il Sud America Dott. Alonso Suarez, incaricato dallo scrivente Studio di seguire i lavori della Conferenza sui Cambiamenti Climatici che si è svolta dal 1 al 12 Dicembre scorso a Lima, ci ha puntualmente relazionato inviandoci gli atti del convegno.

Non siamo naturalmente a riferire delle passarelle pubblicitarie del Segretario Generale delle Nazioni Unite e dei Rappresentanti politici di ben 191 Stati partecipanti, né tantomeno desideriamo soffermarci sulle foto ufficiali o sulle analisi più o meno condivisibili. La sensazione è che l’esito della 20esima edizione della Conference of the Parties (COP20) non sia stato particolarmente diverso dalle conclusioni di Varsavia 2013, Doha 2012, Durban 2011 fino a risalire alla celeberrima terza edizione di Kyoto 1997 o alla prima edizione tenutasi a Berlino nell’ormai lontanissimo 1995.

Lo sapevate che nell’anno 2013 i sussidi pubblici mondiali complessivi alle fonti fossili hanno raggiunto i 550 miliardi di dollari? Più di quattro volte di quelli elargiti a favore delle energie rinnovabili (Fonte IEA). Se saremo in buona salute l’anno prossimo ci incontreremo nuovamente a Parigi per la 21esima edizione del COP e siamo certi che il dibattito, come ormai ogni anno, sarà sempre più interessante (dum Romae consulitur Saguntum expugnatur).

Forse per poter guardare lontano dovremmo prima imparare a guardare dentro noi stessi. Nessuno può chiamarsi fuori. Ovviamente in attesa del 2050. Un abbraccio ed un sincero e cordiale saluto. Mario Biondi.

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