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La Green Economy in crescita nel 2014

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green economyCredito e internazionalizzazione fanno bene alla Green Economy, lo dice uno studio dell’Osservatorio VedoGreen sui risultati economico-finanziari delle società quotate.

L’Osservatorio Green Economy on Capital Markets di VedoGreen ha analizzato i risultati economico-finanziari del 2014 delle imprese green quotate. È stata rilevata la crescente propensione delle Pmi votate alla green economy ad avvalersi delle offerte di credito per implementare la crescita aziendale.

Ricorrere a un prestito bancario, infatti, può essere un valido strumento per coloro che necessitano della liquidità necessaria ad avviare un nuovo investimento. Per comprendere al meglio quale finanziamento prediligere si possono mettere i prestiti più vantaggiosi a confronto tenendo conto di specifiche esigenze e necessità.

Nonostante nel 2014 lo Spalma Incentivi abbia penalizzato gli operatori del settore, VedoGreen ha registrato, nei primi 9 mesi dell’anno, un andamento positivo per la green economy italiana in termini di crescita dimensionale e di marginalità.

Al 30 settembre 2014 le società quotate del panel VedoGreen hanno registrato un fatturato medio pari a 57 milioni di euro, ciò corrisponde a una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2013. VedoGreen ha registrato anche un EBITDA (utile aziendale) medio pari a 14 milioni di euro, in significativo incremento (+22%) rispetto ai primi 9 mesi del 2013.

L’EBITDA Margin medio, pari al 32%, è stabile rispetto al primo semestre 2014. La capitalizzazione complessiva è pari a 1,5 miliardi di euro per una media di 55 milioni di euro. Le società green quotate nel 2014 sono pari a 8 e sono approdate al mercato AIM Italia di Borsa Italiana. Sulla base di questi dati è interessante notare che, sul panorama italiano, il settore della green economy rappresenta il 28% del listino dedicato alle piccole e medie imprese.

Le società green in borsa nel 2014 sono Bi-On, Iniziative Bresciane, PLT Energia, Energy Lab, Ecosuntek, Agronomia, Gala e Gruppo Green Power. Si tratta di imprese operanti nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, della produzione agroalimentare biologica e delle biotecnologie.

Relativamente alla richiesta di credito da parte delle piccole e medie realtà aziendali operanti nel settore della green economy, VedoGreen afferma che nel corso del 2014 sono stati emessi 7 prestiti obbligazionari (bond, minibond o prestiti obbligazionari convertibili) come fonte alternativa di finanziamento, per un valore totale delle emissioni pari a 259 milioni di euro (37 milioni di euro in media) e un tasso di interesse medio del 7,9%.

Tra le operazioni più interessanti si annoverano i bond emessi da Innovatec, per finanziare progetti di efficienza energetica anche in ottica di Esco (risparmio energetico a costo zero), dal Gruppo Kinexia (200 milioni di euro emessi dalla controllata Waste Italia) al fine di perseguire gli obiettivi industriali e di razionalizzazione della struttura societaria e da TE Wind, per supportare il piano di investimenti per la realizzazione di impianti mini-eolici: i prestiti obbligazionari hanno ottenuto l’ammissione a quotazione sul mercato Extramot PRO, riservato agli investitori professionali.

Dall’analisi di quanto avvenuto nel corso del 2014, l’Osservatorio VedoGreen ha rilevato che, per mantenere il settore della green economy in salute, le società dovranno puntare sull’ottimizzazione dei costi e dell’efficienza operativa e sul miglioramento della struttura finanziaria. Inoltre, le aziende prese in considerazione non escludono la possibilità di ricorrere a operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni tra aziende) a livello di Gruppo o di singole business unit al fine di sfruttare al meglio le varie sinergie operative.

Le principali strategie annunciate dalle società del campione VedoGreen riguardano: internazionalizzazione, diversificazione tecnologica del business e investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo. Strategie di internazionalizzazione aziendale, del resto, sono già state intraprese verso aree come il Sudafrica, l’Est Europa e il Nord Africa. Segnali che mostrano l’interesse per la green economy.

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