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Occorre riformare il settore elettrico

pubblicato il: - ultima modifica: 2 Giugno 2020
domanda di energia elettrica

domanda energia elettricaIl settore elettrico attraversa oggi una fase di crisi senza precedenti e il mercato deve essere adattato a questa nuova realtà: è quanto afferma in una nota il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa.

Per il presidente Testa gli impianti di generazione che operano in regime di reale concorrenza sono sempre meno numerosi, anzitutto per la contrazione della domanda, che si trascina da tre anni, ma anche per effetto dell’offerta da fonti rinnovabili che godono della priorità di dispacciamento.

Il meccanismo di funzionamento del mercato del giorno prima finisce con il favorire una parte dell’apparato produttivo e non valorizza l’energia offerta da impianti termoelettrici, necessaria proprio per compensare quella offerta dagli impianti rinnovabili non programmabili.

Accade così che gli impianti selezionati in base al merito economico non garantiscono un livello sufficiente di riserva, mentre i mercati successivi assumono ormai una funzione strutturale e non più solo contingente, essendo chiamati a correggere l’esito del mercato del giorno prima al fine di garantire la sicurezza del sistema.

Per questo si deve andare verso una progressiva integrazione nel mercato di tutte le fonti, di quelle tradizionali così come di quelle rinnovabili non programmabili. Serve un mercato capace di funzionare adeguatamente e che sappia in futuro aprirsi anche alla generazione distribuita e alla ulteriore e prevista crescita delle rinnovabili.

Infine, Testa affronta anche la questione dei contratti a lungo termine e del Capacity Market: “La riforma del settore elettrico deve produrre un mercato capace di fornire corretti segnali di prezzo per l’energia e per i diversi servizi offerti, in modo da orientare gli operatori verso comportamenti e investimenti efficienti. Da un lato, dovranno essere sviluppati strumenti per consentire la contrattazione di lungo termine, la quale potrà assicurare agli operatori una remunerazione stabile nel tempo, requisito fondamentale in un settore capital intensive, e forniture sicure e non esposte alla volatilità dei prezzi tipici dei mercati spot. Dall’altro lato, il Capacity Market, che chiediamo entri nel vivo il prima possibile, potrà rappresentare una prima riposta alla necessità degli operatori di disporre dei segnali di lungo termine necessari per avviare una ristrutturazione del settore elettrico e del parco di generazione convenzionale”.

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