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La corruzione è il rischio più grande per la green economy

pubblicato il: - ultima modifica: 5 Agosto 2020
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green economyLa trasparenza è la condizione fondamentale perché la green economy si sviluppi e ci aiuti a uscire dalla crisi.

Secondo l’avvocato Michela Cocchi i cittadini infatti seguiranno i governi sulle politiche ambientali solo se questi investiranno su trasparenza e chiarezza normativa. I fatti di cronaca, però, ci dicono che in Italia il lavoro è ancora lungo.

Sono la corruzione e la mancanza di trasparenza gli ostacoli più grandi che la green economy incontra lungo la sua strada, sostiene Michela Cocchi, già presidente della Commissione Business e diritti umani dell’Union Internationale des Avocats e membro attivo del Global Compact delle Nazioni Unite, in una riflessione che arriva al termine della conferenza internazionale della Green Growth Knowledge Platform appena conclusasi a Venezia.

Durante i due giorni di incontri, sostenuti da enti come Ocse, Banca Mondiale, Unep e Global Green Growth Institute, si è discusso delle politiche fiscali a sostegno della green economy.

“In questa occasione” racconta l’avvocato Cocchi “due ricerche in particolare hanno attirato la mia attenzione: secondo i loro risultati, le persone sono più inclini a pagare tasse ambientali se si fidano dei governi in carica, ma anche se sanno che quelle entrate saranno reinvestite per interventi concreti sull’ambiente”.

Fiducia nella politica, trasparenza, chiarezza normativa: tutti elementi che, in Italia, continuano a essere a livelli preoccupanti.

“Basti pensare” continua Cocchi “solo a quanto emerso nell’ultimo anno, con i casi di Milano, Venezia e Roma, e da ultimo gli arresti dell’operazione Aemilia e il caso della BreBeMi che, secondo il procuratore Roberto Pennisi della Direzione Nazionale Antimafia, sarebbe servita solo a interrare rifiuti. Come accaduto per molti altri ambiti, anche il mercato green è inevitabilente rientrato tra gli interessi di alcuni soggetti spregiudicati, attirati anche da un sistema di procedure autorizzative che presenta un elevato rischio di esposizione alla corruzione e alla frode. Una denuncia che, purtroppo, non è nuova: già nel 2012 Transparency aveva pubblicato un rapporto sul tema, al quale ho avuto la possibilità di contribuire come membro del comitato tecnico-scientifico”.

Proprio per questo dunque, secondo l’avvocato Cocchi, è necessario cambiare le cose: “Rio+20 ha indicato che quella green è l’unica strada percorribile per sostenere la crescita economica preservando allo stesso tempo le risorse naturali. È chiaro, però che potremo arrivare a uno sviluppo sostenibile solo se questo sarà favorito da politiche adeguate e se i cittadini saranno convinti della bontà e dell’utilità di questo percorso. Lavorare su una pianificazione energetica a livello nazionale, quindi, è importantissimo, ma non dimentichiamoci di chiudere ogni porta al malaffare. Anticipiamo il rischio di abusi, dotiamoci di leggi chiare che contrastino la corruzione: ci sono in ballo questioni vitali come la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Il nostro futuro, in altre parole”.

Ed è fuor di dubbio che ormai, futuro e green economy devono andare di pari passo.

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