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Per il Rapporto Eurostat crolla il consumo energetico

pubblicato il: - ultima modifica: 7 Agosto 2020
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rapporto eurostat consumi energeticiI consumi energetici nella UE sono tornati ai livelli del 1990; la dipendenza energetica dell’Europa è al 53% e l’Italia importa il 77% dell’energia: lo dice il rapporto Eurostat.

Il rapporto Eurostat fa luce sul fabbisogno energetico dei Paesi membri: il consumo interno lordo europeo nel 2013 è stato pari a 1.666 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (Mtep) al pari dei livelli del 1990.

Nonostante i dati Eurostat rivelino quanto le realtà nazionali UE siano energeticamente dipendenti dall’importazione, è emerso anche che si stanno minimizzando gli sprechi e che sta crescendo il ricorso alle fonti rinnovabili.

Risparmiare sulla fornitura di energia è indispensabile per privati ed imprese sia sotto il profilo ambientale che dal punto di vista economico. Per ridurre gli importi in bolletta è consigliabile quindi mettere le offerte per l’energia elettrica a confronto, modalità che consente di individuare rapidamente i migliori prodotti.

I dati Eurostat mostrano quanto l’economia europea si basi sulle importazioni al fine di soddisfare la domanda energetica. L’UE è risultata dipendente dalle importazioni di energia per il 53% dei consumi nel 2013 producendo 790 Mtep di energia.

L’Italia è ancor più dipendente energeticamente importando il 76,9% di energia nel 2013 e con un consumo lordo primario di 160 milioni tonnellate di petrolio equivalente (Mtep). Al contrario, nel corso del 2013, le nazioni meno dipendenti dalle importazioni energetiche sono state Estonia (11,9%), Danimarca (12,3%), Romania (18,6%), Polonia (25,8%), Paesi Bassi (26%) e Repubblica Ceca (27,9%). Al contrario i Paesi che registrano i livelli più elevati di importazione energetica sono stati Malta (100%), Lussemburgo (96,9%), Cipro (96,4 %) e Irlanda (89,1%).

Per quanto riguarda le fonti di energia nel 2013 il rapporto Eurostat ha registrato che il nucleare ha soddisfatto la domanda di energia con una produzione che si attesta sul 29% del totale, le energie rinnovabili hanno contribuito per il 24%, i combustibili solidi il 20%, il gas il 17%, il petrolio il 9% e rifiuti non-rinnovabili per l’1%.

L’Italia sta lavorando al fine di incrementare le politiche incentivanti per quanto riguarda i lavori di efficientamento energetico e le detrazioni fiscali relative all’acquisto e la posa in opera di impianti a energia rinnovabile. Stando al rapporto Eurostat la produzione di energia da diversi tipi di fonte in Italia è stata di 36,9 Mtep nel 2013. La domanda elettrica è stata soddisfatta per lo 0,1% da combustibili solidi, per il 15,9% da petrolio, per il 17,2% da gas, per il 63,7% da fonti rinnovabili e per il 3,1% da rifiuti non-rinnovabili.

La Francia si è confermata il principale produttore di energia europeo con 135 Mtep (17% della produzione totale di energia europea), seguono la Germania (121 Mtep, il 15% del totale), il Regno Unito (110 Mtep, pari al 14%), la Polonia (71 Mtep, 9%) e i Paesi Bassi (70 Mtep, 9%).

Dai dati del rapporto Eurostat sul consumo energetico emerge dunque che questi cinque Stati membri complessivamente hanno contribuito per i due terzi alla produzione primaria totale di energia della UE nel 2013.

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