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Atopica: c’è un nesso tra allergie e cambiamenti climatici

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progetto atopica

progetto atopicaGli scienziati di Atopica, il 5 e 6 Marzo a Bruxelles, discuteranno delle possibili connessioni tra le allergie da polline e i cambiamenti climatici.

Biologi cellulari e molecolari, immunologi, allergologi, dermatologi, fisici, esperti del clima, della qualità dell’aria e dello sfruttamento del suolo.

Esperienze e discipline scientifiche diverse unite, per la prima volta in Europa, in un unico team con due grandi obiettivi: studiare il fil rouge che unisce le allergie da polline, i cambiamenti climatici su scala locale e globale, la qualità dell’aria e lo sfruttamento del suolo e fornire conoscenze ed evidenze scientifiche utili ad affrontare le sfide di salute e ambientali imposte all’Europa delle specie aliene invasive.

Il team di Atopica invita tutti gli interessati a partecipare alla conferenza che organizza nell’ambito del progetto Atopica che si terrà in Belgio, a Bruxelles, presso il Comitato delle Regioni.

Per chiunque lo desideri è possibile unirsi agli scienziati per apprendere in che modo gli effetti dell’evoluzione del clima, dello sfruttamento del suolo e dell’inquinamento dell’aria si combinano nell’influenzare la diffusione e le conseguenze sulla salute umana di una pianta infestante come l’Ambrosia artemisiifolia (comunemente nota come ambrosia).

In quell’occasione gli scienziati incontreranno giornalisti, decisori politici, membri del parlamento, parti interessate e cittadini. Sono previsti due giorni di interventi scientifici da parte dei membri di Atopica e di relatori esterni, seminari, una sessione di poster e una tavola rotonda.

È possibile registrarsi all’evento online e trovare il programma definitivo e completo: la registrazione e la partecipazione alla conferenza sono gratuiti.

“I cambiamenti climatici previsti nella Regione Europea per diversi decenni a venire probabilmente favoriranno il diffondersi di specie invasive come l’ambrosia” afferma la coordinatrice del progetto, la dottoressa Michelle Epstein della Medizinische Universität Wien, illustrando una delle principali conclusioni alla quale si è giunti grazie ad Atopica.

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